LE VIE DEI PRESEPI A URBINO
Anche quest'anno si terrà ad Urbino la tradizionale manifestazione ''Le Vie dei Presepi'' dal 6 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010.
Decine di presepi saranno allestiti nei vicoli , nelle pazze, nei palazzi storici e negli Oratori della città.
Nei giorni 20 dicembre e 27 dicembre, nel seguente itinerario: Via Barocci, via Voltaccia, Via dei Rivolti e Piazzetta del Carmine, sarà rappresentato un
''presepe vivente rinascimentale'' con locande mestieri musiche e costumi rinascimentali.

Protagonisti, negli angoli più suggestivi del centro storico, saranno tante Natività realizzate artigianalmente da diversi artisti con i più disparati materiali.
La tradizione cristiana del presepio, i cui elementi fondamentali sono Maria, Giuseppe, il Bambino Gesù, la grotta, il bue e l’asinello, è soltanto suffragata dal Vangelo di Luca, il quale afferma che Maria “diè alla luce il suo figliuolo, e lo fasciò, e lo pose a giacere in una mangiatoia”.
La prima descrizione della “Grotta del Salvatore”, divenuta meta di numerosi pellegrinaggi, risale a San Gerolamo. Secondo invece la leggenda, San Francesco d’Assisi sarebbe stato l’inventore del presepio, avendone organizzato uno composto da personaggi viventi il Natale del 1223 a Greccio.
Secondo altre fondi, la rappresentazione della “Natività” non ebbe origine dall’ordine francescano ma bensì dalle rappresentazioni liturgiche durante l’ufficio della notte di Natale, da cui San Francesco trasse la sua idea.
Memorabile, secondo la storia, resta l’azione dei domenicani prima, assieme a quella dei francescani, e dei gesuiti dopo, nella diffusione del presepio. Resta assodato che in un primo momento l’uso del presepio era limitato nelle chiese.
In ogni caso è antichissima la tradizione, tanto che si hanno esempi di presepi artistici già in epoca medioevale. Il più antico in Italia è conservato, in parte, nella basilica romana di Santa Maria Maggiore. Per quel che riguarda invece la popolarità della rappresentazione della nascita di Gesù nella nostra penisola, sembra arrivare nella seconda metà del Quattrocento, ma nel Settecento ebbe la sua massima diffusione.
Il presepio resta, comunque, la rappresentazione della scena e dei personaggi della notte in cui è nato Gesù, ricostruita con un gusto popolare e in vario modo nelle chiese e nelle case durante il periodo natalizio.
 
 
  LEGUMINARIA AD APPIGNANO
Settima edizione di Leguminaria, dal 16 al 18 ottobre 2009, manifestazione promossa dal Comune di Appignano e dalla Provincia di Macerata, in collaborazione con la Regione Marche, che coniuga i valori di una sana agricoltura con l’arte di chi sa tramandare antichi mestieri.
Venerdì 16 ottobre alle 19, aprono le osterie per le vie del centro storico (venerdì e sabato a cena, domenica anche a pranzo) allestite con cura dalla Pro Loco.
In una suggestiva atmosfera del passato, complici musicanti e cantastorie, i commensali assaporano ceci, fagioli, lenticchie, cicerchia, roveja, i legumi serviti nelle ciotole di terracotta dei Maestri Vasai che, a fine pasto, portano a casa con sé, e degustano il Rosso Piceno dell’Azienda Agricola Villa Forano.
E ancora, fino a domenica 18 ottobre, assaggi di roveja, mostra degli antichi mestieri, mercatino di prodotti tipici locali, giochi, spettacoli itineranti, e concerti di musica popolare.
 
 
  ''TERRANOSTRA'' FESTIVAL DEL FOLCLORE AD APIRO
XXXIX Edizione Festival del Folclore di Apiro 7-15 agosto 2009
Terranostra si svolge ogni anno dal 7 al 15 agosto ed ospita da otto a dieci gruppi in rappresentanza di altrettante nazioni, proponendo il meglio delle loro tradizioni popolari.
Dopo la presentazione che si svolge durante il primo giorno del festival, i gruppi si esibiscono alternativamente in Apiro e nei paesi limitrofi per tutta la settimana ad eccezione del 13 agosto, giorno in cui tutti rimangono in Apiro per partecipare alla Festa paesana, e del 15 agosto per prendere parte alla celebrazione della Messa cantata, alla sfilata per le vie del paese ed infine alla grande serata conclusiva durante la quale tutti i gruppi si esibiscono proponendo il meglio del loro repertorio.
07/08 - Art&Terra
Ore 17.00: Art&terra
Pista di pattinaggio: Apertura laboratori didattici ed inizio mostra-mercato di prodotti tipici locali.
Ore 21.00 Festa di Benvenuto
La Pista di Pattinaggio di Apiro si animerà per e con i gruppi presenti al festival così da accogliere nel miglior modo possibile i partecipanti a questa nuova edizione di Terranostra
08/08 - Spettacolo in Piazza
Ore 21.30
Presentazione ufficiale e benvenuto ai gruppi ospiti. Uno dopo l’altro si succederanno sul palco tutti i gruppi ospiti: Armenia, Cile, Brasile, Honduras, Russia, Slovacchia, Turchia, Italia.
ingresso gratuito
09/08 - Spettacolo in Piazza
Ore 21.30
Esibizione dei gruppi: Bafut (Cile) e
Vessenie Zori (Russia)
ingresso gratuito
10/08 - Spettacolo in Piazza
Ore 21.30
Esibizione dei gruppi: Bert (Armenia)
e Toplan (Slovacchia)
ingresso gratuito
11/08 - Spettacolo in Piazza
Ore 21.30
Esibizione dei gruppi: Zorzales de Sula (Honduras), e Büyükcekmece Belediyesi Folklor Derenegi (Turchia)
ingresso gratuito
12/08 - Spettacolo in Piazza
Ore 21.30
Esibizione dei gruppi: Bert (Armenia)
e Bafut (Cile)
ingresso gratuito
13/08 - Festa Paesana
Ore 18.00
I gruppi ospiti, in costume, animano la serata con musica e balli per le vie del paese. Musica e balli con il gruppo del BRASILE Banda di Pelò.
Ore 22.30
il pubblico presente potrà assaggiare i piatti tipici del luogo d'origine dei gruppi ospiti, da egli stessi preparato.
La festa continua con l’esibizione dei gruppi ospiti.
ingresso a offerta
14/08 - Parco Eldorado
A partire dalle ore 21.00
Presso il parco acquatico Eldorado. Serata Folk e cena a tema, animata da musiche e balli di tutto il mondo.
ingresso gratuito
15/08 - Giornata conclusiva
Ore 10.00
Collegiata di Sant'Urbano
S. Messa solenne con canti tradizionali dei gruppi ospiti durante la liturgia.
ingresso gratuito
Ore 11.00
Sfilata dei gruppi per le vie del paese.
ingresso gratuito
Ore 21.00
Grande serata conclusiva del Festival con la partecipazione di tutti i gruppi ospiti presso la pista di pattinaggio.
Ingresso € 8,00*
* In caso di mal tempo la serata si ripeterà il giorno 16 agosto.
N.B. L’organizzazione si riserva la facoltà di cambiare in qualsiasi momento il programma, per problemi organizzativi o cause di forza maggiore.
 
 
  PALIO DI SAN FLORIANO A JESI
Le origini storiche del Palio di San Floriano
Tutto ebbe inizio dalla scomunica di Federico II da parte del Papa
Federico II
Nel 1239 i rapporti tra il Papa e Federico II si fanno più tesi a seguito di una serie di reciproche provocazioni, culminate nell'incitamento alla ribellione rivolto ai cardinali da parte di Federico. Il Papa il 20 marzo 1239 replica lanciando la scomunica a cui Federico risponde con le armi, nominando suo figlio Enzo legato imperiale nel regno e affidandogli il compito di sottrarre la Marca alla sovranità pontificia. L'investitura a re di Sardegna di Enzo (Enzo è la versione italiana del tedesco Heinz, diminutivo di Heinrich, Enrico, vero nome del Re) era già stata una delle cause della tensione con il Papa, che considerava l'isola un feudo di sua competenza.
Enzo riceve la nomina il 25 luglio 1239 ed inizia l'invasione nel mese successivo, in concomitanza di un'offensiva diplomatica condotta dal padre con l'invio di messaggi alle città umbre e marchigiane in cui le si esorta a scuotere il ''giogo della chiesa''. Tra questi messaggi rientra la lettera inviata a Jesi, che contiene il famoso paragone con Betlemme. Jesi d'altronde si era già avvicinata da mesi alla parte imperiale, come dimostra la presenza in città del ghibellino Corrado di Falerone da Fermo, nominato podestà. Nella sua avanzata nelle Marche, per assicurare il regno alle spalle, Enzo occupa Macerata che diviene la roccaforte degli imperiali; poi, nell'ottobre, dal territorio di Osimo inizia le trattative con Jesi, mostrandosi molto interessato a trarre questa città dalla sua parte. I colloqui tra Enzo e i rappresentanti di Jesi hanno risultati positivi anche per l'attiva collaborazione del podestà Corrado di Falerone.

Jesi decide pertanto di schierarsi apertamente dalla parte imperiale, dopo che all'interno della città lo scontro aspro tra le fazioni guelfa e ghibellina si era risolto con la vittoria del partito imperiale, cui segue la cacciata dei capi di parte guelfa. Jesi viene magnificamente ricompensata della sua decisione, perché sempre in ottobre dal suo accampamento presso il Musone, Enzo rilascia in favore del comune un privilegio di eccezionale importanza ed altre particolari concessioni.

In forza di tali documenti al comune di Jesi viene riconosciuta la più completa indipendenza e la piena sovranità sul territorio circostante; l'autorità di porre chi volesse negli uffici di ogni genere e inoltre la completa competenza giurisdizionale civile e penale sui cittadini e su tutti gli altri abitanti del territorio ad esso annesso. Importante era inoltre la concessione del libero commercio anche marittimo lungo tutta l'estensione della costa adriatica della Marca, per tutti gli abitanti del territorio di Jesi.

Anche se Jesi rimane fedele all'imperatore per soli 9 anni, il privilegio di Re Enzo viene ritenuto dalla città di particolare importanza anche nei secoli successivi, e per più ragioni. Quando infatti Jesi ritorna ad ubbidire al pontefice, l'autorità ecclesiastica, seppure a malincuore, è costretta a riconoscere, approvare e confermare quanto era stato concesso dal re Svevo.

(tratto da ''Jesi e il suo contado'' volume primo di Costantino Urieli)
 
 
  LA BATTAGLIA DI TOLENTINO
Sabato 2 maggio e domenica 3 maggio 2009
Si svolge a Tolentino (Macerata - Italia)
Rievocazione Storica in costume della Battaglia di Tolentino, combattuta il 2 e 3 maggio 1815 tra l'esercito di Giacchino Murat, Re di Napoli, e quello austriaco del Barone Federico Bianchi.
Descrizione
Rievocazione Storica in costume della Battaglia di Tolentino, combattuta il 2 e 3 maggio 1815 tra l'esercito di Giacchino Murat, Re di Napoli, e quello austriaco del Barone Federico Bianchi; considerata da vari storici come la Prima battaglia per l’Indipendenza Italiana.

Tolentino crocevia della Storia Nazionale: inizio e fine dell’epoca franco-italica, tra il declino del potere temporale pontificio (Trattato di Tolentino, firmato il 19 fabbraio 1797 tra Napoleone Bonaparte ed i rappresentanti dei Papa Pio VI) e le origine del Risorgimento (Battaglia di Tolentino).

La manifestazione si realizza, dal 1996, una volta l’anno presso il Castello della Rancia ed il centro storico di Tolentino, la prima domenica del mese di maggio, alternando ricostruzione della battaglia e raduno bande storiche militari.

Partecipano, come rievocatori, i componenti dei Gruppi Storici italiani e stranieri in divisa, equipaggiamento ed armi dell’epoca; effettuano sfilate, manovre, esercitazioni e simulazioni di scontri tra eserciti, e si caratterizza quale unica rievocazione storica militare nel Centro Italia.
Si tratta di una iniziativa unica, di grande valenza nazionale ed internazionale, che si può definire un primo esempio di “archeologia sperimentale”.
Lo scopo è quello di promuovere dal punto di vista culturale e turistico Tolentino e la zona circostante; calarsi nel passato per farlo rivivere e conoscere a tutti, attraverso una ricostruzione storica, il più possibile rigorosa, con l’aggiunta dell’elemento spettacolare.

Informazioni
ASSOCIAZIONE TOLENTINO 815
Via Nazionale, 2 - 62029 TOLENTINO (MC)
Tel./Fax +39.0733.960778
 
 
  VENERDI' SANTO: LA TURBA DI CANTIANO
Quando un evento religioso rappresenta un esaltante momento da condividere con i cittadini di Cantiano, allora stiamo parlando del Venerdì Santo e della Turba.
Il termine ''Turba'' (moltitudine, folla) va riferito all'insieme delle persone che, in origine, prendevano parte alla sacra rappresentazione, sia in veste di attori che di spettatori partecipi. In termini piú vicini a noi, il vocabolo è servito ad individuare i soli personaggi della scena. La ''Turba'' è molto di piú di una rappresentazione, è infatti una intensa rievocazione della Passione di Cristo. E' la giornata più attesa nella vita dei cantianesi, il loro evento nel quale si specchiano, si proiettano, si misurano. Cantiano abbraccia amorevolmente la Turba e ad essa dedica la propria creatività. Passa il carnevale, arriva la Quaresima e Cantiano si anima: si aggiustano le scene, si adattano i costumi, i personaggi si preparano nei ruoli e nei dialoghi.

Le famiglie si mobilitano, padri madri e figli da cent'anni tornano a vestire gli abiti della tradizione, a scegliere le stoffe, a cucire i modelli, in un sentimento misto di religiosità ed orgoglio cittadino. L'attuale messinscena è l'evoluzione delle edizioni tenute sul finire degli anni ‘30 e di quelle, memorabili, dei primi anni ‘50 che introdussero le scene e la teatralità dell'azione e dei linguaggi richiamando a Cantiano, la sera del Venerdì Santo, spettatori sempre più numerosi e di provenienze più disparate ed aprendo la strada all’evento mediatico che oggi essa è divenuta.

Fin dal primo pomeriggio del Venerdì Santo i cavalieri cominciano il loro carosello, dopo le tre ore di agonia, appaiono i primi personaggi in costume e verso sera si avvia la processione. Le prime testimonianze di questo avvenimento si hanno già nel 997.

Cenni Storici
La rappresentazione sembra trarre origine, anche se non direttamente, da movimenti popolari di invocazione alla pace che si diffusero in terra Umbria e Marche intorno alla metà del sec. XIII. Anche Cantiano accolse la “turba” di pentiti e imploranti di ogni età e condizione che, in povertà di abiti o seminudi, procedevano nella sofferenza e nella redenzione, battendosi e flagellandosi, implorando il perdono, invocando la pace e la fratellanza.

Nello sviluppo della processione, che con il tempo accolse la figura del Cristo insieme a quelle degli attori nel ruolo dei personaggi, prese corpo la sacra rappresentazione della Passione con la ripetizione delle ritualità, dei personaggi, dei dialoghi, dell'azione. Nacque così, nell'ordine immutabile del Gesù e dei Ladroni, dei Sacerdoti e dei Soldati, la sfilata scenica che ancora oggi, per ricordare le antiche origini, viene chiamata “Turba”.

La valenza europea della manifestazione
La ''Turba'', ossia il ricordo della Passione della notte dei tempi, è così ben considerata che il Comune di Cantiano (siamo in Montefeltro, provincia di Pesaro-Urbino) è entrato a far parte di ''Europassion'', l'Associazione Europea delle Sacre Rappresentazioni. Tra emozioni genuine e sentimenti paesani e religiosi la ''Turba'' è uno dei fiori all'occhiello del comune di Cantiano.

La manifestazione, che innesta elementi teatrali di rara suggestione scenica sull'originaria processione di personaggi in costume, trasforma l'intero nucleo abitativo storico del paese in un'enorme scena all'aperto fondendo la ricostruzione scenografica con gli elementi architettonici ed orografici. Quella che oggi vediamo non è più la stessa che per tanti secoli i cantianesi videro snodarsi lungo le vie del paese. La parola ha sostituito la mimica e la recitazione dei passi salienti del Vangelo rende più immediata la comprensione dei fatti narrati. Immutate sono, comunque, le caratteristiche popolari delle origini che non si discostano gran che dalla tradizione dei misteri medievali.

La sua validità come spettacolo popolare non si può disconoscere: originariamente destinata ad un pubblico locale la manifestazione si offre oggi ad una platea assai più vasta. Il rinnovamento, certamente originale, fu del maestro Dante Bianchi negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale. Esso ha trovato e trova sostegno morale e materiale nei cantianesi che offrono il loro sapere e saper fare consapevoli di dar vita ad un evento importante per la comunità intera e per quella che, come spettatrice, vi si aggrega vivendo un peculiare rapporto dinamico tra spettacolo e spettatore che raggiunge una perfetta articolazione oltre ad un ampio coinvolgimento. Essa si svolge solo nella serata del Venerdì Santo con inizio alle 20:00 ed in qualunque condizione atmosferica.

La giornata
La giornata del Venerdì Santo comincia nel primo pomeriggio, con la visita in processione alle sette chiese, alla Chiesa di S.Ubaldo e al S.Sepolcro. Sul fare della sera ecco che si assiste alla sfilata dei principali personaggi in consumi per le vie di Cantiano. Alle 21.00 si entra nella storia, con la cospirazione e il tradimento di giuda in Piazza Luceoli, seguito dall'ultima cena al Parco della Rimembranza fino al processo e alla Condanna di Gesù, quando il colle viene illuminato a giorno dai fuochi accesi in ogni dove.

Il programma nel dettaglio

Ore 05,30 Chiesa Collegiata – Tradizionale visita delle sette chiese:
Per quelli convinti che la Turba costituisca anche un “altro percorso” la giornata comincia qui. Ci si incammina, a giorno non ancora iniziato, tra le vie del paese intonando canti e preghiere toccando, in un percorso simbolico, sette tra chiese e cappelle del paese e dei suoi immediati dintorni.

Ore 15:30 Chiesa Collegiata – Azione liturgica della Passione del Signore:
Terminata la funzione ha luogo, tra il lugubri rintocchi delle campane delle quattro chiese del paese, la processione del SS. Crocifisso e della Madonna Addolorata con i simboli della Passione. Si sale al colle di S. Ubaldo ove, nell'omonima chiesa, sono in esposizione il crocifisso ligneo e la statua del Cristo morto. A chi viene da lontano, e soprattutto per la prima volta, consigliamo di arrivare a Cantiano almeno nel primo pomeriggio, sarà così più semplice organizzarsi per assistere alle varie fasi della manifestazione. Sarà facile trovare un parcheggio, ci si potrà concedere un passaggio nei ristoranti, bar, forni che presentano i prodotti della tradizione pasquale locale, e visitare il Punto Informazione allestito nel teatro comunale all'imbocco di Via IV Novembre, per dare un'occhiata al programma della serata, al percorso della “TURBA”, che invitiamo a sperimentare con una facile passeggiata, primo dell'inizio della manifestazione.

Ore 20:00 Per le vie del paese – L'attesa:
Attorno alle 20:00, sarà molto suggestivo ascoltare i canti, le Laudi, interpretate dalla corale, sui sagrati delle chiese “Collegiata”, “S. Agostino” e “S. Nicolò”, accompagnati dal suono cupo del tamburo dei soldati romani che nel contempo, a piedi o a cavallo, sfilano per le vie della cittadina tra l'acre odore delle luminarie di cera.

Ore 20:45 Piazza Luceoli – Cospirazione e tradimento di Giuda:
Il destino si sta compiendo e mentre Gesù celebra coi i suoi la cena pasquale gli uomini tramano per la sua morte.

Ore 21:00 Parco della Rimembranza – Ultima Cena
Piazza Luceoli – spaccato di vita ebraica
Gesù, prima che il suo destino si compia, vuole celebrare coi i suoi la cena pasquale durante la quale, annunciando gli accadimenti futuri, darà loro un grande insegnamento: amatevi l'un l'altro per amare me.
Nel frattempo, in Piazza Luceoli, le scene vengono animate dalla rappresentazione di alcuni momenti di vita ebraica.

Ore 21:45 Piazza Luceoli – Processo e condanna di Gesú
È l'inizio vero e proprio dell'azione drammatica. L'appuntamento è nella grande Piazza Luceoli, per assistere alla “congiura” e, subito dopo, percorrendo la Via IV Novembre, ci si trasferisce al Parco della Rimembranza per seguire l'ultima cena, la preghiera nell'orto degli ulivi, la cattura di Cristo. Si ritorna in Piazza Luceoli, ove si svolge il processo, la flagellazione e la sfilata di tutti i personaggi che danno inizio all'ascesa al Calvario.

Ore 22:30 Con inizio da Piazza Luceoli – Ascesa al Calvario
La sfilata dei personaggi che ascendono al colle si S. Ubaldo alla luce di fiaccole e bracieri è visibile, nella pienezza della sua imponenza, da Piazza del Mercato (prossima a Piazza Luceoli). È anche possibile, per un numero limitato di spettatori, seguire la processione tra gli angusti viottoli del “Calvario” vivendo l'intensa emozione di sentirsi interpreti diretti della rievocazione giungendo sino alla base delle rovine.

Ore 23:00 La Resurrezione. Sfilata finale dei personaggi verso la Chiesa Collegiata:
Verso le 23:00 vengono innalzate ed illuminate le tre croci vuote. Il “Te Deum” rompe il silenzio, la Turba si conclude, offrendo a tutti un forte messaggio di speranza: la resurrezione.
Sfilata finale dei personaggi verso la Chiesa Collegiata.

Per ulteriori infomazioni:
Comune di Cantiano 0721 789911 - Uff. Turismo 0721 789934
www.comune.cantiano.pu.it - www.laturba.it
 
 
  SAN BENEDETTO DEL TRONTO: ''LOVE CHOCOLATE ''
La città di San Benedetto del Tronto ha un ''cuore di cioccolato'' pulsante. Arriva dal 25 al 29 Marzo 2009 l'evento ''Love Chocolate'' un amore di cioccolato, che attraverso iniziative ''cioccolatose'' a tema, degustazioni, concorsi, laboratori, coinvolgerà l'intera città rivierasca.
Love Chocolate, non è una fiera di cioccolato, ma un vero e proprio momento di aggregazione collettivo, attraverso spettacoli, mostre mercato, degustazioni, laboratori del gusto e pratici, eventi letterari a tema, convegni, concorsi.

La Notte Fondente
La notte tra il 28 e il 29 Marzo 2009 si avrà l'evento nell'evento, la Notte Fondente, per tutta la notte percorsi di degustazione di cioccolato, laboratori, sfilate, eventi culturali, musicali, cinematografici.

Ci siamo avvalsi della collaborazione di numerosi istituti scolastici che hanno recepito con entusiasmo questo evento e che produrranno dei lavori da allestire in una mostra o, nel caso dell'IPSIA, degli abiti di cioccolato da far sfilare durante la Notte Fondente.
PROGRAMMA
MERCOLEDÌ 25 MARZO
Cioccolato e cultura: incontro in libreria alla scoperta di tutte le pubblicazioni
del settore. Seguirà degustazione di cioccolato.
GIOVEDÌ 26 MARZO
La cena Chogolosa: il cioccolato in cucina, dall’antipasto al dessert. Presso i
migliori ristoranti della città di San benedetto del Tronto.
VENERDÌ 27 MARZO
“Cioccolates”: il cioccolato e la disciplina del Pilates. Incontro con il maestro
Fabio Tosti alla scoperta delle proprietà benefiche del cioccolato nello sport.
SABATO 28 MARZO
Inaugurazione della mostra-mercato lungo le vie del centro, alla presenza
delle autorità.
Arte e cioccolato: laboratori artistico-golosi a cura del pittore Patrizio
Moscardelli.
La cena Chogolosa: il cioccolato in cucina, dall’antipasto al dessert. Presso i
migliori ristoranti della città di San benedetto del Tronto.
DOMENICA 29 MARZO
Mostra-mercato lungo le vie del centro.
Arte e cioccolato: laboratori artistico-golosi a cura del pittore Patrizio
Moscardelli.
BOUQUET & GOURMET
BOUQUET & GOURMET
Via Ugo Bassi, 15 , 63039
San Benedetto del Tronto A.P.
Tel. Fax 0735/584954
Mob. 335/6050987
Partita IVA 01752310449
www.bouquetegourmet.it info@bouquetegourmet.it
Cena di gala con intervento teatrale a cura di Giuliano Napoli e premiazione del
concorso “Sfida tra i maghi del cioccolato”.
 
 
  CARNEVALE DI FANO
PROGRAMMA DEL CARNEVALE DI FANO 2009
Domenica 8 - 15 - 22 febbraio 2009
Grandi corsi mascherati - Ingresso libero
Sfilate di carri allegorici, gruppi folcloristici, musicali, mascherate, getto di quintali e quintali di dolciumi, suggestiva luminaria e spettacolo pirotecnico
ore 15:00 - Viale Gramsci e zona Pincio
19 febbraio 2009
Giovedì Grasso
Carnevale al Pincio
Spettacolo per bambini con animazione, musica e maschere
ore 15:00 - Zona Pincio e Giardini Roma
24 febbraio 2009
Martedì Grasso
Il rito di chiusura e Il rogo
Cremazione del Pupo e spettacolo pirotecnico
dalle ore 15,00 - Piazza XX Settembre
Il Carnevale di Fano è...
Cultura, mostre, teatro, arte, gastronomia, feste, animazioni e musica.
 
 
  FERMIGNANO: FESTA DI SANT'ANTONIO ABATE
Festa di Sant'Antonio Abate e Benedizione degli Animali a Fermignano il 18 gennaio 2009

Benedizione degli Animali IX Edizione
Con il patrocinio della Provincia di Pesaro-Urbino e con il contributo della Comunità Montana Alto e Medio Metauro, il Consiglio Regionale della Marche, la Provincia di Pesaro-Urbino, il Comune di Fermignano e le Giacche Verdi.

S. Antonio Abate protettore degli Animali

Quella di S. ANTONIO Abate è una festa che affonda le radici nel tempo. Sant'Antonio Abate è senz'altro il santo più venerato nelle campagne del Centro Italia; è il protettore delle bestie e delle stalle ed anche preservatore dai pericoli dell'incendio; un santo strettamente collegato alla vita rurale e, in particolare, alla ripresa dell'attività agraria.

Il buon frate dalla lunga barba bianca, la cui immagine si trova in tutte le stalle, viene venerato particolarmente in campagna dove la devozione per la sua figura, resiste tuttora al logorio dei tempi.

La tradizione, le cui origini popolari si fanno risalire al Medioevo, vuole che, il Santo, deve resistere alle tentazioni del demonio che cerca in tutti i modi di conquistare l'Anacoreta. Tra mille insidie, Sant'Antonio riesce a vincere la battaglia contro il maligno.

Una volta, quando nelle case regnava la fame e la carestia, questo giorno era motivo per girare di casa in casa per cantare ed inscenare le tentazioni del demonio nei confronti del Santo.

Si andava in quelle case dove si riteneva che la scorta di viveri fosse ancora abbondante, visto anche che nel mese di gennaio veniva ammazzato il maiale.

Oggi come ieri il rito si ripete.

I festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate una volta erano molto sentiti: la popolazione si appellava al Santo perché proteggesse il bestiame, base dell'alimentazione e del lavoro nei campi. Si assisteva alla Messa Solenne nella chiesa stracolma di gente vestita a festa (non era consueto in una società estremamente povera) e alla benedizione, sul sagrato, degli animali e dei Pani di Sant'Antonio. Questi ultimi avevano varie forme e grandezze e venivano poi dati da mangiare alle bestie.
La figura del maiale è diventata il simbolo di questo Santo: egli, infatti, è raffigurato nell'iconografia ufficiale sempre con un porcellino.

Il culto del santo giunse dall'oriente dove, allora come oggi, i suini sono considerati animali immondi e il maiale che il Santo schiaccia sotto i suoi piedi, infatti, non è altro che il simbolo del demonio e delle sue tentazioni.

Al contrario, i contadini italiani, tradizionali allevatori di suini, interpretarono l'immagine in modo opposto. Fu cosi' che proprio grazie al maiale, il Santo divenne per estensione, il protettore ufficiale di tutti gli animali domestici, fonte di vita, perché indispensabili nella coltivazione dei terreni.

E' nel 2001 che l'Associazione Pro Loco, attenta alle tradizioni del territorio e della propria città, anche in considerazione del grande interesse dei cittadini verso gli animali domestici, decide di ripristinare la Festa di Sant'Antonio Abate, fissando la celebrazione alla domenica successiva al 17 gennaio, data in cui viene commemorato normalmente il Santo. Nelle due giornate si terranno un insieme di iniziative per mettere in luce l'importanza delle relazioni fra uomini e animali valorizzandone i ruoli e le capacità, cercando così di avvicinare sempre più i cittadini a questo mondo in grado di dare molto più di quando si possa immaginare.

Aiuta a Vivere anche Noi

La grande iniziativa a sostegno dei gattili e canili della provincia.
Partecipare è facile basta recarsi dal 15 al 20 gennaio su oltre 20 supermercati della Provincia e depositare nell'apposito contenitore i prodotti per animali.

Per Maggiori Informazioni:
Pro Loco tel. 0722 330523 fax 0722 330523
proloco-fermignano.it

Fonte: www.proloco-fermignano.it
 
 
  URBINO: LE VIE DEI PRESEPI
Le vie dei Presepi a Urbino
Protagoniste le Natività nei luoghi simbolo di Urbino durante le festività natalizie: mostre, esposizioni, mercatini, concerti e laboratori.
Centinaia di presepi saranno in mostra dal 6 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009 a Urbino, capitale mondiale dell’utopia e patrimonio dell’umanità, celebre per la dinastia dei suoi Duchi dai Montefeltro ai Della Rovere (dal 1400 al 1600), per aver dato i natali a grandi artisti, da Raffaello Sanzio a Federico Barocci, e per i suo prestigiosi monumenti.

La rassegna, denominata “Le vie dei Presepi”, vedrà protagonisti, negli angoli più suggestivi del centro storico, le tante Natività realizzate artigianalmente da diversi artisti con i più disparati materiali (pietra, cartapesta, stoffa, ceramica, sughero, ecc.). I Presepi, da quelli più rappresentativi provenienti dalle capitali indiscusse di quest’arte (la Sicilia e la Campania con in testa Napoli), daranno vita ad un originale percorso espositivo nel cuore della cittadina.

L’itinerario de ‘Le vie dei Presepi’ parte dall’Oratorio di San Giuseppe, dove si trova il capolavoro in stucco a grandezza naturale che l’urbinate Federico Brandani ha realizzato verso la metà del ‘500, l’itinerario porterà i curiosi nelle principali vie del centro storico, le tante chiese storiche, luoghi sacri e simbolo, edifici pubblici, fino ad arrivare nel quartiere, di nuova costruzione, La Piantata.
In questi luoghi si troveranno presepi realizzati con materiali naturali, dal legno al bambù; le Natività Artistiche, realizzate da artisti provenienti da varie parti d’Italia, compresi i ceramisti di Urbino, di Umbertide e Faenza, il Gruppo ceramisti di Urbania e numerosi artisti della Provincia di Pesaro e Urbino. Le opere saranno in prevalenza scultoree ed eseguite in vari materiali compresi materiali di scarto e recupero. Al Duomo di Urbino sarà invece possibile ammirare il grande Presepe in sospensione disegnato su vari tipi di legno.

Altre quattro esposizioni caratterizzeranno questa edizione 2008-2009: i famosi presepi napoletani provenienti da Gaeta; i presepi veneti realizzati nell’isola di Murano con il famoso vetro artigianale; il presepe futurista realizzato con materiali e tecniche innovative; i presepi in corallo e argento del Museo Pepoli di Trapani esposti in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni artistici ospitati a Palazzo Ducale.

Casa Raffaello ospiterà la mostra d’arte ‘Filo racconta Natale’, con esposizione di opere e manufatti sul tema, eseguiti a mano da abili ricamatrici dell’Associazione “Il filo che conta” – Gruppo di Urbino e Fermo ed altre Associazioni nazionali con pubblicazione su riviste specializzate come Ricamo Italiano.

Una sezione sarà interamente dedicata all’alimentazione: presepi di pasta e sale, meringa e di cioccolato realizzati dai pasticceri di Urbino, di zucchero filato e altri ingredienti appetitosi. Inoltre, una meravigliosa collezione raccoglierà presepi in miniatura a partire da quelli realizzati all’interno di una vongola o frutti di mare o guscio di noce.
Tra i tanti, diversi e unici presepi spicca quello dell’800 in stile romano, di proprietà del Presidente Autorità Portuale Ancona, Giovanni Montanari di Fano, collezionista di Natività, nel quale è stato ricostruito fedelmente un quartiere della città di Roma, con statuine in movimento e luminarie. Ancora: presepi in legno intarsiato, presepi in cartapesta, presepi preziosi in argento e oro, tanti saranno quelli artistici artigianali.
Non mancheranno le opere di tanti appassionati maestri locali: una serie di presepi costruiti completamente a mano. Oltre ad artisti noti nel campo, la creazione degli oltre 200 presepi è affidata anche a privati cittadini, scolaresche, associazioni, contrade ed enti di Urbino. Ogni quartiere della città ducale avrà la sua Natività, creando così un presepe diffuso nel territorio comunale. Coinvolti nell’iniziativa anche gli istituti scolastici del territorio pesarese, i quali realizzeranno presepi di ogni tipo.
In programma anche una serie di concerti di musica sacra, classica e tipica natalizia, previsti negli stessi luoghi dove sono allestiti i presepi. Uno dei concerti sarà nel pomeriggio del 6 dicembre con il Gruppo Ensemble Laus Veris, per l’inaugurazione della manifestazione, all’Oratorio di San Giuseppe (6
dicembre).

Nei due weekend precedenti il Natale, (13 – 14 e 19 – 20 – 21 dicembre) verranno aperti i laboratori destinati al pubblico, per la realizzazione di addobbi natalizi (ricamo, macramé, découpage, ceramica, materiali di recupero) e laboratori con artigiani del vetro e specialisti nella creazione di statuine ed elementi decorativi del Presepe, che eseguiranno dal vivo i loro lavori. Per tutto il periodo di apertura della mostra un mercatino di prodotti e di addobbi natalizi, allestito all’interno del cortile del Collegio Raffaello, permetterà l’acquisto delle piccole e grandi opere d’arte e di tanti arredi legati al Natale.
“Le vie dei Presepi” sono visitabili dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, con ingresso gratuito. L’iniziativa è voluta da Pro Urbino in collaborazione con Ascom e con tutti i commercianti della città e sostenuta da Comune di Urbino, Assessorato Cultura e Turismo, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Urbino, Banca delle Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, commercianti della città di Urbino, Accademia di Belle Arti, Ami servizi, Imab Group, e sponsor privati.

Infolinee: 0722.2613

Ufficio stampa: Samuele Sabatini 329.6236574
Anuska Pambianchi 320.0659973
 
 
  CANDELE A CANDELARA - LA LUCE CHE EMOZIONA
“Candele a Candelara” - La luce che emoziona
6, 7 e 8 dicembre a CANDELARA
Le candele, oggetti arcaici di culto e preziosi strumenti di illuminazione, tornano anche quest’anno a Candelara colorando case, strade, locali e diventando le vere protagoniste in un mondo sempre più inquinato da luci artificiali.
Ogni giorno, durante tre momenti diversi del pomeriggio,
il paesino resterà illuminato solo dalle candele (un' emozione da vivere)
[Alle ore 17.30, alle 19.30 e alle 21.30 per almeno 15 minuti..]
Consacrato dal successo delle scorse edizioni torna lungo le vie del borgo e del castello di Candelara il mercatino natalizio dedicato al mondo delle candele di tutte le forme, colori e dimensioni.
Il paese lega il suo nome al latino “Candelaria o festum candelarum”, e le tre candele accese su tre colline stilizzate rappresentate nello stemma manifestano il legame storico con l’evento.
Una lunga storia di candele, un’originale tradizione che è nata nei paesi del Nord Europa e che, via via diffusasi anche in Italia, ha trovato a Candelara il suo luogo d’elezione.
Il mercatino, immerso nella magia di mille luci di candele accese, le vedrà protagoniste insieme ad oggettistica legata al Natale di alto livello artigianale ed artistico.
Ma il momento di maggiore richiamo della festa sarà ogni pomeriggio alle 17.30, alle 19.30 e alle 21.30. Per 15 minuti infatti, verrà interrotta ogni forma di illuminazione pubblica e l'intero paese sarà rischiarato solo dalla luna e da mille fiammelle accese: un momento romantico, magico e suggestivo che renderà il clima della festa ancor più natalizio. Immaginate un paesino medievale, prima della scoperta della lampadina elettrica, popolato da un mercatino con casette in legno illuminate da tante fiammelle tremolanti, tutto questo e non solo è “Candele a Candelara”.
L’evento ha acquisito fama nazionale incuriosendo folle di turisti e di amanti della poesia sprigionata dalla luce e dal tepore di ciò che era l’unica risorsa luminosa dei nostri nonni.
Candelara diventerà per tre giorni anche la capitale dei sapori: una grande tensostruttura riscaldata offrirà assaggi e degustazioni con specialità di stagione che renderanno la visita ancor più caratteristica: dal vino novello al vin brulè, dalle caldarroste ai bomboloni caldi, dalle frittelle di mele alle olive fritte, dalla polenta al baccalà con le patate e altri invitanti piatti tipici.
Le tre giornate saranno animate da artisti di strada, giullari, cantastorie, armonie natalizie eseguite da zampognari, pifferai e da 35 babbo natale preceduti da una slitta colma di doni, concerti e cori natalizi, una suggestiva “officina di Babbo Natale”, una slitta trainata da una renna vera, laboratori per costruire candele e bigliettini personalizzati, i folletti di babbo natale saranno le vere animazioni per bambini.
Le precedenti edizioni hanno regalato un indimenticabile e piacevolissimo ricordo agli amanti di atmosfere suggestive, giunti da tutt’Italia con pullman e camper. Per tutti i camperisti che sono interessati all’evento sono state riservate due aree di parcheggio: la prima a Candelara, presso il parco di Villa Berloni, con prenotazione obbligatoria (tel. 339/2937316) [PRENOTAZIONI AL COMPLETO] gestita direttamente dall’organizzazione della manifestazione, la seconda, per la quale non vi è necessità di prenotazione, a Pesaro presso la Fiera in località Campanara, proprio a poche centinaia di metri dal casello autostradale della A14.
Bus navetta gratuiti collegheranno continuamente la città di Pesaro e l’area di sosta per camperisti con i luoghi della festa tramite due linee distinte.
Un doveroso ringraziamento allo sponsor ufficiale della manifestazione Cereria Terenzi Evelino e un arrivederci alla quinta edizione.

Associazione culturale ''Candelara in festa''
info 339 2937316 Tel. e fax 0721 286114
 
 
  LE TERRE DEL TARTUFO A MADDALENA DI MUCCIA
Le Terre del Tartufo 2008 a Maddalena di Muccia (Macerata): Tartufo della Marca di Camerino, ciauscolo e pesce di montagna il 22 e il 23 novembre 2008 a Maddalena di Muccia (Macerata).
La manifestazione Le Terre del Tartufo:
Festival del tartufo d’autunno e dei prodotti tipici della Marca di Camerino è programmata per sabato 22 e domenica 23 novembre a Maddalena di Muccia, in provincia di Macerata, nell’area della Distilleria Varnelli (orario 10.00-19.00).
Sviluppando la fortunata formula già sperimentata nelle precedenti edizioni, l’evento ruota intorno ad una variopinta rassegna rappresentativa delle più autentiche produzioni del territorio montano: salumi e formaggi, miele e frutti di bosco, legumi e cereali, funghi ed erbe spontanee, dolci e frutta, nonché manufatti realizzati dagli abili artigiani della zona.
Tuttavia, al centro dell’attenzione sarà, com’è logico aspettarsi, il tartufo di stagione, e cioè l’uncinatum (nero) ed il magnatum pico (bianco), il prezioso fungo ipogeo che il sottosuolo della Marca di Camerino racchiude in quantità sorprendenti!
Sotto i riflettori di questa quarta edizione sarà anche il ciauscolo, un prelibato salume a pasta molle che s’impone all’attenzione dei buongustai come esclusiva specialità di questo suggestivo lembo d’Appennino.
La “gustosa due giorni” della Marca di Camerino contempla anche convegni, momenti di studio, animazioni e confronti con altri territori. In un’aula attrezzata si svolgeranno degustazioni guidate da esponenti dell’Accademia Italiana della Cucina e dell’Associazione Italiana Sommelier incentrate su: Tartufo della Marca, Ciauscolo e Pesce di Montagna (informazioni e prenotazioni +39 0737/647184).
Sono inoltre previsti spazi animati dai personaggi legati alla tradizione locale, i quali si cimenteranno in dimostrazioni dal vivo della produzione di specialità gastronomiche, che saranno poi offerte al pubblico in degustazione. Sarà così possibile seguire in “diretta” la preparazione della mitica “acquacotta” dei pastori, del gustoso formaggio pecorino “sopravissano”, del celeberrimo “ciauscolo” e di tante altre prelibatezze della Marca di Camerino.

Per l’occasione, i locali appartenenti al circuito Marca di Camerino presenteranno speciali pacchetti week-end e particolari proposte di menù a tema.

Per informazioni: +39 0737.647184; E-mail: info@marcadicamerino.it
 
 
  MOSTRA NAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO 2008 SANT'ANGELO IN VADO
Mostra Nazionale del Tartufo Bianco 2008 Sant'Angelo in Vado (11 ottobre - 2 novembre)
Programma della Mostra


Sabato 11 Ottobre:
Ore 8:30 - Zona Il Palazzetto
XIV° Raduno Camperisti “La Valle del Tartufo”.
Ore 16:00 - Zona Archeologica
Visite guidate ai mosaici della “Domus del Mito”.
Ore 16:30 - Centro Storico
Apertura delle Cantine Monumentali, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate.
Ore 17:00 – Sala Consiliare
Convegno a cura della Coldiretti: “Agricoltori e consumatori, una alleanza forte sulla questione dei prezzi”
Ore 18:30 – Centro Storico
Apertura mostre d’arte.
Ore 21:00 – Corso Garibaldi
Seconda edizione della Gara equestre di “Presa dell’Anello” organizzata dall’Associazione “Vado a Cavallo”
Durante la serata ci saranno spettacoli musicali nel Centro Storico.

Domenica 12 Ottobre:
Ore 8:00 - Lago dell’Aiolina
XIV° Gara di Pesca – Trofeo “Un fiume di Tartufo”.
Ore 8:30 - Campo Monti
XIV° Raduno Equestre del Tartufo Bianco Pregiato.
Ore 9:00 - Piazza del Papa
“Trekking del Tartufo”: passeggiata alla scoperta dei luoghi dove nasce il Tartufo Bianco Pregiato delle Marche.
Ore 9:30 - Centro Storico
“Campagna Amica” a cura della Coldiretti: “Farmer Market” presenti i produttori agricoli della Provincia; “Minizoo” con gli animali della fattoria.
Ore 10:00 - Zona Archeologica
Inizio visite guidate ai mosaici della “Domus del Mito”.
Ore 11:00 - Piazza del Papa
Inaugurazione della 45° Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche con la Banda cittadina “Santa Cecilia”.
Ore 11:30 – Palazzo Mercuri
Inaugurazione mostra “L’altra Africa. Diario di viaggio”
Ore 21:00 – Teatro Zuccari
“Musica e poesia al Tartufo”
Centro Storico
Apertura delle Cantine Monumentali. “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. Spettacoli itineranti.

Venerdì 17 Ottobre:
Ore 14:30 - Zona Campo Sportivo
30° Motoraduno Nazionale – XIII° Internazionale del Tartufo Bianco Pregiato organizzato dal Moto Club “Tonino Benelli” di Sant’Angelo in Vado.

Sabato 18 Ottobre:
Ore 8:30 - Zona Campo Sportivo
30° Motoraduno Nazionale – XIII° Internazionale del Tartufo Bianco Pregiato organizzato dal Moto Club “Tonino Benelli” di Sant’Angelo in Vado.
Ore 16:00 - Zona Archeologica
Visite guidate ai mosaici della “Domus del Mito”.
Ore 16:30 - Centro Storico
Apertura delle Cantine Monumentali, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate.
Ore 17:00 – Sala Consiliare – Convegno socio educativo ''L'educazione dei bambini come progetto di comunità''
Durante la serata ci saranno spettacoli musicali nel Centro Storico.

Domenica 19 Ottobre:
Ore 8:30 - Zona Campo Sportivo
30° Motoraduno Nazionale – XIII° Internazionale del Tartufo Bianco Pregiato organizzato dal Moto Club “Tonino Benelli” di Sant’Angelo in Vado.
Ore 10:00 - Zona Archeologica
Inizio visite guidate ai mosaici della “Domus del Mito”.
Centro Storico – Apertura delle Cantine Monumentali “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. Spettacoli itineranti.

Sabato 25 Ottobre:
Ore 16:00 - Zona Archeologica
Visite guidate ai mosaici della “Domus del Mito”.
Ore 16:30 - Centro Storico
Apertura delle Cantine Monumentali, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. Spettacoli itineranti.
Durante la serata ci saranno spettacoli musicali nel Centro Storico.

Domenica 26 Ottobre:
Ore 8:30 - Campo Monti
34° Gara Nazionale di Cerca del Tartufo.
Ore 9:30 - Zona Archeologica
Inizio visite guidate ai mosaici della “Domus del Mito”.
Ore 10:00 – Corso Garibaldi/Via Madonna
Inaugurazione nuova sede CNA di Sant’Angelo in Vado
Ore 10:30 - Corso Garibaldi
XV° Raduno Auto Classiche “Le Strade del Tartufo”.
Ore 11:00 - Teatro Zuccari
Assegnazione “Tartufo d’Oro 2008”.
Ore 17:00 – Sala Consiliare
Convegno sulla Sentieristica e la Motricità a cura della Comunità Montana dell’Alto e Medio Metauro
Centro Storico
Apertura delle Cantine Monumentali, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. Spettacoli itineranti.

Sabato 1 Novembre:
Ore 16:00 - Zona Archeologica
Visite guidate ai mosaici della “Domus del Mito”.
Ore 16:30 - Centro Storico
Apertura delle Cantine Monumentali, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate.
Ore 17:00 – Chiostro di S. Maria
Inaugurazione Mostra Micologica a cura dell’Associazione Micologica “Massa Trabaria”.
Ore 17:30 – Teatro Zuccari
Cerimonia di consegna dei premi “Fedeltà al Lavoro”.
Ore 21:00 - Basilica Cattedrale
XIII° Rassegna Internazionale di Cori Polifonici.
Durante la serata ci saranno spettacoli musicali nel Centro Storico.

Domenica 2 Novembre:
Ore 8:00 - Corso Garibaldi
La Fiera “In Vado”.
Ore 10:00 - Zona Archeologica
Inizio visite guidate ai mosaici della “Domus del Mito”.
Ore 18:00 – Palazzo Mercuri
Degustazione guidata dei prodotti della Massa Trabaria.
Centro Storico
Apertura delle Cantine Monumentali, “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. Spettacoli itineranti.
Per informazioni rivolgersi a:
Segreteria Mostra tel. 0722 819924 – fax 0722 819925
E mail: info@mostratartufo.it
 
 
  POTENZA PICENA: PALIO DEL GRAPPOLO D'RO
PROGRAMMA DEL GRAPPOLO D’ORO 2008
VENERDI’ 19 SETTEMBRE
ORE 21:15: Prima rassegna teatrale “Ragazzi in scena” premio Alida Pepa 2008 – Potenza Picena
Teatro “Bruno Mugellini”. La Scuola Secondaria di primo grado ''L. da Vinci di Potenza Picena
presenta: Scuola Media in Musical ( High School musical 1)
SABATO 20 SETTEMBRE
ORE 18:00 - inaugurazione delle vetrine dei commercianti per il Grappolo d’Oro.
ORE 18:00 - la Scuola Primaria di Porto Potenza Picena presenta: ''Il diario della nonna'' presso il
teatro Bruno Mugellini;
ORE 19:00 - incontro sul tema “i piatti d’una volta e i vini regionali” delle vergare dei rioni
A seguire cena con i piatti tipici in onore dei carristi, dei rioni, degli sponsor, dei collaboratori e di
tutti i visitatori della manifestazione.
La serata sarà allietata dai Cincopercussion Ensemble - ''Una passione nel cuore... ...la musica,un bisogno di ritmo... ...le percussioni!'' e dal gruppo folcloristico Montesanto 92.
DAL 20 AL 28 SETTEMBRE
Presso la sala espositiva U. Boccabianca sita in via Trento:
• Mostra Antologica di Pittura in omaggio a Giacomo Lisia
Presso la chiesa di Santa Caterina:
• Mostra internazionale dell’etichetta dei vini offerta dal Comune di Cupramontana.
• Mostra Antologica degli Intarsi di Domenichini Erasmo.
DOMENICA 21 SETTEMBRE
ORE 17:30 - L´Associazione Culturale Piccola Pietra presenta: ''The Pink Sisters'' presso il teatro
Bruno Mugellini
ORE 18:00 - Happy Hour di…Vino – cena degustazione con formaggi, salumi, cresce, crostini, i migliori vini marchigiani e la pasta di Giovanni Perna.
Nel corso dell’evento si esibiranno i funambolici FLASHBANK - Disco Music 70/80
LUNEDI’ 22 SETTEMBRE
ORE 21:15 - la Scuola Primaria ''G. Leopardi '' di Potenza Picena presenta : ''La mia scuola per la pace'' presso il teatro Bruno Mugellini
MARTEDI’ 23 SETTEMBRE
ORE 21:15 - L´Associazione Culturale Piccola Pietra presenta: ''Festival'' presso il teatro Bruno Mugellini
MERCOLEDI’ 24 SETTEMBRE
ORE 18:00 – inaugurazione mostra dei vini e banco di assaggio. Saranno presenti le donne dei vini marchigiani.
ORE 21:00 – degustazione guidata su prenotazione con i piatti di pesce abbinati ai vini
bianchi delle cantine Potentine presso la Cappella dei Contadini con animazione e spettacolo.
ORE 21:15 - la Scuola Materna privata ''Cocco Bill'' presenta: ''Il mago di Oz'' presso il teatro Bruno Mugellini
GIOVEDI’ 25 SETTEMBRE
ORE 21:00 – degustazione guidata su prenotazione con i piatti di carne abbinati ai vini rossi delle cantine Potentine presso la Cappella dei Contadini con animazione e spettacolo.
VENERDI’ 26 SETTEMBRE
ORE 17:30 - concerto de ''Budford School Orchestra'' presso il teatro Bruno Mugellini;
ORE 19:30 – apertura locande con musica dal vivo, mercatini dell’artigianato, artisti di strada,
gruppi folcloristici e attrazioni varie per le vie del centro storico.
ORE 22:00 – In collaborazione con il centro studi portopotentino “VITA E COSTUMI DEI PRIMI ANNI DEL 900” Rievocazione storica “Lo Porto de Cent’anni fa”, sfilata di costumi dell’epoca del territorio locale.
ORE 23:30 – Grappolo D’Oro Folk Festival – esibizione dei gruppi folk LA MACINA, LA MARTINICCHIA e tanti altri per le vie del centro storico
SABATO 27 SETTEMBRE
ORE 19:00 – NOTTE BIANCA DEL GRAPPOLO D’ORO: apertura locande con musica dal vivo,artisti di strada, mercatini dell’artigianato, gruppi folcloristici e attrazioni varie per le vie del centro
storico fino all’alba.
Il Centro culturale Filonide di Taranto e l'Historia salenti folk band presentano la pizzica del territorio salentino, terra della tarantola e della magia.
Spettacolo degli sbandieratori internazionali di San Sepolcro.
Musica dal vivo con i RADIO BABYLON in piazza Matteotti
dalle ore 24:00 in poi.
Inoltre musica reggae, rock, house e commerciale fino
all’alba in tutto il centro storico.
DOMENICA 28 SETTEMBRE
ORE 10:00 – Santa Messa Solenne. A seguire sfilata di Bacco a Cavallo che annuncia a suono di trombe e a rullio di tamburi con i rappresentanti dei rioni e con il palio, la 48° edizione del Grappolo D’Oro. A seguire esibizione de ''Budford School Orchestra''.
Durante l’arco della giornata la pizzica del territorio salentino, gli sbandieratori di San Sepolcro e il gruppo Montesanto 92.
ORE 14:30 – sfilata dei carri allegorici.
A seguire spettacoli e attrazioni per tutto il centro storico.
ORE 19:30 cenone in piazza e chiusura dell’intera manifestazione.
La Pro Loco di Potenza Picena e l’Amministrazione Comunale, data l’importanza di questa manifestazione giunta quasi a mezzo secolo di vita, raccomanda tutti i cittadini a collaborare alla buona riuscita della 48° edizione del Grappolo D’Oro e invita tutti ad addobbare a festa le vie e le
piazze del paese.
 
 
  PALIO DELLA ROCCA A SERRA S.ABBONDIO
A Serra Sant’Abbondio torna il Palio della Rocca.
Dopo il Castello di Petrara chi sarà il vincitore dell’edizione 2008 del Palio?
Grande attesa, a Serra Sant’Abbondio, per il tradizionale appuntamento con il “Palio della Rocca” in programma il 13, 14 e 15 settembre 2008 organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con l’Amministrazione comunale, la Provincia di Pesaro e Urbino, la Comunità montana del Catria e Cesano, l’Associazione Marchigiana Rievocazioni Storiche e l’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia).
Il “Palio della Rocca” rievoca un momento significativo della storia di Serra Sant’Abbondio: l’edificazione da parte dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, durante il governo del duca Federico da Montefeltro (1444-1482), che realizzò tra l'altro lo splendido Palazzo Ducale di Urbino, della “Rocca della Serra” cioè una costruzione fortificata in grado di assolvere al compito di difendere il passo appenninico, un importante luogo di passaggio per le popolazioni che dall’interno si spostavano verso la costa, via di collegamento, impervia e recondita ma più breve, tra l’Umbria e il litorale Adriatico.
Il gioco si praticava in una arena speciale, lungo la strada che da Porta Santa, principale porta d'accesso del paese, raggiunge in salita, per 100 metri, la sede del Palazzo comunale. Dopo la cerimonia di accoglienza dei signori delle contrade nel castello di Sant’Honda e il giuramento di lealtà e onestà degli ocari ha inizio la disputa del Palio dei Monelli e infine la tanto attesa corsa delle oche per raggiungere il Palio
Il “Palio della Rocca” riveste, quindi, un duplice significato: da un lato è ricerca e manifestazione storico a ricordo della costruzione della Rocca, dall’altro è competizione tra i vari castelli di Serra. Nelle tre giornate, infatti, si contenderanno la vittoria del Palio (che raffigura l’immagine di Sant’Abbondio, prete romano e martire sotto la persecuzione di Diocleziano dell’anno 304 circa) il castello di Leccia, quello di Campietro, di Serra Sant’Abbondio o Sant’Onda, di Montevecchio, di Poggetto e quello di Petrara, già vincitore dell’edizione 2007. Per tre giorni il paese rivivrà le affascinanti atmosfere del passato grazie agli spettacoli ispirati al repertorio classico e rinascimentale ma anche a tutti gli abitanti di Serra che, come ogni anno, addobbano case e vetrine proprio come tanti anni fa.
Momento importante della manifestazione è anche l’apertura dell’Hostaria di Sant’Honda la cui esistenza è comprovata da un documento del 1591 dal quale risulta che questa Hostaria pagava alla nobile famiglia dei Della Rovere di Urbino una gabella di due ducati e trenta bolognini (Archivio Segreto Vaticano, arm. 60, tomo VIII, foglio 120-174).
 
 
  SAN SEVERINO MARCHE: PALIO DEI CASTELLI
Palio dei Castelli
Da domenica 1 giugno a domenica 15 giugno 2008
Si svolge a San Severino Marche

Sito Internet Ufficiale: www.paliodeicastelli.org
Dal 1972 la ricorrenza del patrono San Severino si solennizza rievocando aspetti del passato. Il periodo scelto è il 400 quando la città era retta dalla Signoria degli Smeducci.
Descrizione
Dal 1972 la ricorrenza del patrono San Severino si solennizza rievocando aspetti del passato. Il periodo scelto è il 400 quando la città era retta dalla Signoria degli Smeducci.
Nella settimana di festeggiamenti si rievoca il corteggio storico, che accompagna fino al vecchio castello il reliquario, realizzato da Onofrio Smeducci per custodire i resti del patrono, per l'offerta dei ceri.
L'offerta ricorda l'oblazione dei nobili sudditi degli Smeducci, che donavano ai custodi del Santuario una scultura in cera raffigurante il castello, che veniva portata fin sul Monte Nero su di un piedistallo.
Dopo una prima fase triennale, ora il Palio dei Castelli si disputa annualmente, con la nuova gara della Corsa delle Torri. Durante la settimana festeggiamenti con altre gare: tiro con l'arco, tiro alla fune, gioco della mela.
Cenni storici
Nel 1972 si è dato inizio alla festa del Patrono S. Severino in modo solenne rievocando avvenimenti del passato; il periodo scelto è il 1400 quando la città era retta dalla Signoria degli Smeducci. Nella settimana di festeggiamenti si rievoca il Corteo Storico con l’offerta di ceri, che porta fino al Castello il busto d’argento raffigurante il Patrono S. Severino. Onofrio Smeducci fece costruire questo busto d’argento per contenere il Capo del Santo Protettore della Città. Quest’opera purtroppo non esiste più, perchè il busto venne fuso nel 1659 per ricavare l’argento necessario all’esecuzione di un nuovo busto, opera dell’orafo romano Sante Lotti. L’offerta dei ceri ricorda l’oblazione dei signori, sudditi degli Smeducci, che donavano ai custodi del Santuario sul Monte Nero una scultura in cera raffigurante una parte del loro castello, che posta su un piedistallo, veniva portata dal borgo al Monte Nero in spalla. A loro volta i custodi del Santuario fondevano queste opere d’arte per farne dei ceri da ardere tutto l’anno dinanzi all’urna del Santo.

Inizialmente il Palio dei Castelli si disputava ogni tre anni: erano i balestrieri di Gubbio e di San Sepolcro a gareggiare per i Castelli di San Severino. Dal 1984 si è incominciato a gareggiare tutti gli anni. Nel 1987 si è dato inizio ad una nuova disfida denominata “CORSA DELLE TORRI”. Il percorso da fare era quasi tutto in salita, si partiva da Piazza del Popolo per poi giungere al Piazzale Smeducci sito al Castello sotto la torre civica, passando per Madonna dei Lumi. Nel 1987 vinse il Castello di Parolito, che arrivò primo anche nel 1988, ma per alcune scorrettezze la vittoria fu assegnata al secondo classificato, il Castello di Sant’Elena. Dal 1990 il percorso è stato definitivamente cambiato. Si è scelto di far svolgere la corsa attorno alla piattaforma della nostra stupenda Piazza del Popolo e con soddisfazione si è visto che essa era più spettacolare e più seguita dal pubblico. In quell’anno la vittoria è stata del Castello di Serralta, nel 1991 è andata al quartiere cittadino del Rione di Contro, nel 1992 al Castello di Sant’Elena, nel 1993 al Castello di Serralta, nel 1994 alla Villa di Cesolo, nel 1995 al Rione Settempeda, nel 1996 e nel 1997 al Rione di Contro, nel 1998 al Rione Settempeda, nel 1999 al Rione di Contro, nel 2000 al Rione Settempeda, nel 2001 al Rione di Contro. Sempre nel 1990 si è costituita l’ASSOCIAZIONE PALIO DEI CASTELLI che tuttora gestisce la Corsa delle Torri e il Palio.

Informazioni
Associazione Palio dei Castelli
Largo Croce Verde, 14
62027 San Severino Marche (MC)
Tel. 0733.638833
Fax 0733.638168

Comune San Severino Marche
Ufficio Cultura
Tel. 0733.641252
 
 
  PENNABILLI: ARTISTI IN PIAZZA
“Artisti in piazza - festival internazionale dell’arte di strada” torna da Giovedì 29 maggio a Lunedì 2 giugno 2008 a Pennabilli con il suo carico di sorprendenti curiosità, in arrivo da ogni angolo del globo e racchiuse in un borgo, delimitato per l’occasione, da un fiabesco e variopinto dipinto su tela di oltre un chilometro.

Artisti in Piazza, dalla prima edizione del ‘97, nato dall’idea di un gruppo di amici per animare il paesino, è diventato ormai una delle manifestazioni più importanti del settore programmate in Italia. Nelle cinque giornate che caratterizzano l’edizione 2007 la tranquilla vita del borgo malatestiano verrà completamente rivoluzionata: oltre 50 compagnie, per un totale di più di 200 artisti, da ogni angolo del pianeta per esibirsi rigorosamente “on the road” a tu per tu con migliaia di spettatori in arrivo da tutta Europa (record di 45.000 presenze nel 2005).
Diventato ormai una “vetrina” per i buskers (così chiamati in slang gli artisti di strada), è punto d’incontro per organizzatori dei maggiori e più importanti festival internazionali di arte di strada (e non solo) che si ritrovano a Pennabilli per seguire spettacoli ed ingaggiare artisti da inserire nel proprio cartellone. Artisti in Piazza inoltre collabora, in un rapporto di scambio di compagnie di artisti, con vari Festival italiani ed europei.

Musicisti sopraffini e giocolieri strampalati. Ma anche attori, inventori, cantastorie, pittori, scultori e saltimbanchi, si danno appuntamento ormai da 12 anni a Pennabilli, nel Montefeltro, per la grande festa della fantasia.
 
 
  TREIA: SAGRA DEL CALCIONE E DEL RAVIOLO
44° Sagra del Calcione e del Raviolo
Gastronomia, animazione e spettacolo
Treia, Piazza della Repubblica


sabato 17 maggio 2008, 21.00
domenica 18 maggio 2008


Il calcione ''testimonial'' della tipicità gastronomica treiese che con deliberazione della Giunta Regionale Marche n. 178 del 27 marzo 2000, ai sensi del decreto legge n. 173/98, art. 8 , comma 1, è stato riconosciuto come prodotto tradizionale regionale (B.U.R. n. 43 del 19/04/2000).

Il CALCIONE è costituito da un disco di pasta composto da farina ed uova, leggermente dolcificata, tirata a sfoglia, al centro della quale si colloca un impasto formato da uova, pecorino, zucchero, olio. Si racchiude il disco su se stesso, praticando sulla sommità dello stesso un taglio, in modo da consentire la fuoriuscita dell´inflorescenza durante la cottura al forno.
Il RAVIOLO è invece un prodotto meno tipicamente treiese e più italiano, per lo meno nella versione di primo piatto, servito al ragù di carne e con abbondante parmigiano; senonché la Sagra di Treia lo presenta anche in altre due versioni dolci, pressoché uniche:
la prima è rappresentata dal ''raviolo fritto'', sempre a base di ricotta, leggermente dolcificata, spennellato di alchemes e cosparso di zucchero vanigliato;
la seconda è quella è quella del ''raviolo al forno'', sempre a base di ricotta dolcificata racchiusa in un involucro di pasta da dolci, anch'esso cosparso di alchemes e zucchero.

In occasione della sagra, sotto il Mercato coperto, in Piazza della Repubblica, viene allestita una grande cucina dove le più brave cuoche di Treia approntano le componenti per la confezione dei ravioli: una sorta di grande catena di montaggio che si distingue in tre gruppi, il primo dei quali è addetto alla realizzazione del contenitore che inizia con l'impasto di farina od uova per creare la sfoglia, prosegue con la stesura della stessa con il famoso ''matterello'', e si conclude con la realizzazione dei discoidi; il secondo gruppo prepara l'impasto che sarà il contenuto dei ravioli: miscela la ricotta con gli altri ingredienti per poi collocarlo nei discoidi che poi, racchiusi su stessi, sono pronti per la cottura dei ravioli e con la cottura degli stessi con abbondante ragù di carne preparato all'istante con abbondante parmigiano.

Un altro gruppo di cuoche appronta la serie dei ravioli fritti in enormi padelle, pennellati con alchermes e cosparsi di zucchero. I ''calcioni'' e i ''ravioli al forno'' vengono, invece, preparati prima e fanno bella mostra di sé in caratteristiche bancarelle. La sagra è abbinata alla Fiera delle primizie ed alla mostra dei prodotti tipici con gastronomia, mercatini e spettacoli di arte varia.

Il calcione ed il raviolo sono due tra i prodotti più tipici della gastronomia treiese: prelibatezze caratteristiche della cucina marchigiana trovano a Treia la loro consacrazione in una Sagra giunta alla 44ma edizione e che prenderà il via oggi con gare di briscola e l'offerta, da parte dell'Associazione Pro Treia,di ''penne alla treiese.'' La manifestazione può vantare un primato di longevità che ha pochi eguali nel territorio e che testimonia la grande attenzione, sempre dimostrata, dai visitatori. Nello specifico il calcione, dalla peculiare forma di mezzaluna, è un prodotto a base di pecorino, zucchero ed uova con pasta esterna prettamente dolce ed un interno salato il cui impasto di formaggio assume un suggestivo colore dorato. Il raviolo non ha bisogno di presentazioni essendo un primo piatto diffusissimo che a Treia verrà servito ai funghi o con il caratteristico sugo.
Il weekend avrà come momento clou quello della premiazione del ''Treiese dell'anno 2007'', un'onoreficenza prestigiosissima che verrà consegnata domani alle 18 presso il Teatro Comunale ad Ulderico Lambertucci appena reduce dallo straordinario pellegrinaggio Roma-Gerusalemmme, seimila chilometri percorsi dal primo Gennaio al 18 Aprile rigorosamente a piedi. Più in generale però il maratoneta 61enne è ormai un vero e proprio ambasciatore di Treia e dei valori cristiani, in cui crede profondamente, nel mondo: la sua popolarità, in special modo dopo aver raggiunto Pechino percorrendo più di 11mila chilometri nel 2006, ha abbondantemente superato i confini nazionali. Ulderico poi si è sempre contraddistinto per la sua eccezionale dote di umanità che si coniuga ad un incommensurabile ''talento sportivo'' esploso in non più giovane età e riconosciuto unanimemente. Quasi doveroso quindi questo omaggio da parte della sua comunità. In serata esibizione in piazza della Repubblica del ''Gruppo Turnover''. Domenica la giornata conclusiva della Sagra con, dalle 9, ''Vespe...In Piazza'' organizzato insieme al Vespa Club di Macerata, pomeriggio e sera con la grande ''Smile Orchestra'' e gli stands gastronomici per i quali si prevedono due giorni di ''super-lavoro''.
 
 
  CANTIANO: PIAZZA DEL GUSTO
Cantiano (PU) - Sabato 10 e Domenica 11 maggio 2008
Piazza del Gusto (6° edizione)
Cantiano festeggia il PANE di CHIASERNA ma non solo …


Ad animare la 6 edizione della Piazza del Gusto:

- Il Pane ed eccellenze umbro-marchigiane in Piazza Luceoli
- Laboratori del gusto SLOW FOOD, novità dell’edizione 2008
- Laboratori di panificazione per ragazzi
- Artigianato di qualità
- Animazioni varie
- Visite guidate alla scoperta dei nostri musei e del nostro centro ittiogenico
- Escursioni naturalistiche con guide ambientali alla scoperta del Bosco di Tecchie
- Gare ciclistiche UDACE

Sabato 10 e Domenica 11 maggio 2008, il cuore di Cantiano ritorna ad essere suggestiva cornice della manifestazione che eleva il pane di Chiaserna a principale attore insieme ad altre eccellenze, del territorio tra cui i prodotti a base di visciole, il tartufi, salumi, miele, formaggi, carne di cavallo, ecc.
Due giorni che, mettendo a sistema le molteplicità delle risorse è ormai appuntamento consolidato nel panorama regionale e non solo, capace di richiamare visitatori in gran numero.
Cantiano si ripropone ancora una volta come luogo delle eccellenze e come centro commerciale naturale nel cuore dell’eccezionale cornice verde del Monte Catria.
Saranno aperti tutti i ristoranti di Cantiano e stands gastronomici e dove ci si potrà assaggiare una gastronomia di livello a prezzi convenienti.

Amministrazione Comunale di Cantiano

Laboratori del gusto SLOW FOOD
Sabato 10 maggio 2008 – Chiostro S. Agostino – ore 17,30
LE LATITUDINI DEL PANE
Confronto tra tipologie e tecniche di panificazione

Domenica 11 maggio 2008 - Chiostro S. Agostino – ore 17,30
IL PANE NON SI BUTTA E NON SI SPRECA
Le sane merende e (ri)utilizzi poveri e tradizionali del pane raffermo

Posti limitati – prenotazione obbligatoria Comune di Cantiano – 0721 789911

Laboratori di panificazione gratuiti per ragazzi
Domenica 11 maggio 2008 – Piazza Luceoli

Tutti i ragazzi presenti avranno l’opportunità di mettere le ”mani in pasta” presso un laboratorio pensato per sperimentare la preparazione di vari tipi di pane, aromatizzati, arricchiti di sapori dolci e salati, profumati naturalmente e colorati con visciole di Cantiano. Saranno accontentati anche i più golosi: anche quest’anno, piadina e nutella per tutti!

Animazioni varie
Tra varie animazioni, concertini ed esibizioni, sarà inoltre possibile godere della visita al polo museale del Chiostro S. Agostino: museo geo-paleontologico, museo archeologico e della Via Flaminia G.C.Corsi, Sala della Cultura che ospita opere di Oscar Piattella, Spazio S. Agostino che ospita una mostra permanente dedicata alla Turba.
Domenica 11 maggio 2008 sarà possibile visitare il Centro ittiogenico per il recupero e la produzione della trota del Catria (dalle ore 10,30 e tutto il giorno) e partecipare alla visita guidata di Cantiano curata dall’Archeoclub (ore 16,00).

Escursioni naturalistiche con guide ambientali alla scoperta del Bosco di Tecchie
Sabato 10 e domenica 11 maggio 2008 - dalle 9,00 alle 15,30
ESCURSIONI ALLA SCOPERTA DEL BOSCO DI TECCHIE
con guida ambientalistica (pranzo al sacco a cura dei partecipanti) a cura del CEA del Catria e Nerone (Coop. La Macina)

Prenotazione obbligatoria: 0721 700148 – 700224

Gare ciclistiche UDACE
SABATO 10 maggio 2008 – ore 16,30
2° TROFEO “PANE DI CHIASERNA” – CRONOSCALATA
Da Piazza Luceoli al Monte Catria (loc. Fonte Luca), sulle strade del Giro d’Italia 2006
1^ prova del campionato provinciale

Domenica 11 MAGGIO 2008 – ore 9,30 - Piazza Luceoli
3° TROFEO BOSCO DI TECCHIE
S. Crescentino-Cantiano
5° prova Campionato Provinciale MTB

Partenze e Premiazioni in Piazza Luceoli – info www.amicidelciclismo.it

Scheda PANE DI CHIASERNAIl Pane di Chiaserna si può ormai orgogliosamente pretendere eccellenza regionale.
Infatti, questa tipologia di pane, esclusivamente prodotto nel comune di Cantiano, è sempre di più presente sulla tavola di tante famiglie di un territorio che va ben oltre il confine montano.
Il merito è tutto dei produttori locali che, senza tregua, puntano non solo sulla tipicità ma sull’altissimo grado di qualità degli ingredienti così come sulla trasmissione di una “maestranza” iscritta nel più profondo della storia non sempre facile delle genti di questo territorio.

Qualità dunque, maestranza, ma anche valore demoantropologico, tutto da difendere. E’ così che nel 2006, l’amministrazione comunale decise di tutelare definitivamente ed ufficialmente il Pane di Chiaserna proteggendolo con un marchio, il MARCHIO COLLETTIVO che garantisce l’origine, la qualità e la natura del prodotto e che dimostra ai consumatori finali che il Pane di Chiaserna proviene da un'area specifica di produzione.

Ma la realtà del Pane di Chiaserna si iscrive in una realtà ben più vasta. Cantiano infatti vanta il pregio di figurare tra le 43 località italiane dell’Associazione Nazionale delle Città del Pane. L’Associazione, che da anni si muove attivamente per stimolare la cultura del pane a livello nazionale, è stata invitata dal Santo Padre all’udienza settimanale a Città del Vaticano del 16 gennaio 2008. Se è vero che il pane è “ben di Dio”…
 
 
  LA BATTAGLIA DI TOLENTINO
La Battaglia di Tolentino
Da sabato 3 maggio 2008 a domenica 4 maggio 2008
Si svolge a Tolentino.
Rievocazione Storica in costume della Battaglia di Tolentino, combattuta il 2 e 3 maggio 1815 tra l'esercito di Giacchino Murat, Re di Napoli, e quello austriaco del Barone Federico Bianchi.

Descrizione
Rievocazione Storica in costume della Battaglia di Tolentino, combattuta il 2 e 3 maggio 1815 tra l'esercito di Giacchino Murat, Re di Napoli, e quello austriaco del Barone Federico Bianchi; considerata da vari storici come la Prima battaglia per l’Indipendenza Italiana.
Tolentino crocevia della Storia Nazionale: inizio e fine dell’epoca franco-italica, tra il declino del potere temporale pontificio (Trattato di Tolentino, firmato il 19 fabbraio 1797 tra Napoleone Bonaparte ed i rappresentanti dei Papa Pio VI) e le origine del Risorgimento (Battaglia di Tolentino).
La manifestazione si realizza, dal 1996, una volta l’anno presso il Castello della Rancia ed il centro storico di Tolentino, la prima domenica del mese di maggio, alternando ricostruzione della battaglia e raduno bande storiche militari.
Partecipano, come rievocatori, i componenti dei Gruppi Storici italiani e stranieri in divisa, equipaggiamento ed armi dell’epoca; effettuano sfilate, manovre, esercitazioni e simulazioni di scontri tra eserciti, e si caratterizza quale unica rievocazione storica militare nel Centro Italia.
Si tratta di una iniziativa unica, di grande valenza nazionale ed internazionale, che si può definire un primo esempio di “archeologia sperimentale”.
Lo scopo è quello di promuovere dal punto di vista culturale e turistico Tolentino e la zona circostante; calarsi nel passato per farlo rivivere e conoscere a tutti, attraverso una ricostruzione storica, il più possibile rigorosa, con l’aggiunta dell’elemento spettacolare.

Informazioni
ASSOCIAZIONE TOLENTINO 815
Via Nazionale, 2 - 62029 TOLENTINO (MC)
Tel./Fax +39.0733.960778

Sito Internet Ufficiale: www.tolentino815.it

 
 
  CAGLI: DISTINTI SALUMI
Dal 25 al 27 aprile, a Cagli, Distinti Salumi, Rassegna Nazionale del Salume, si sta rapidamente affermando come il più noto appuntamento del gusto dedicato all'artigianato norcino nazionale di qualità firmato Slow Food.
Con Distinti Salumi Cagli, città d'arte a pochi chilometri da Urbino e Gubbio, apre i suoi antichi palazzi nobiliari, e li trasforma, nelle tre giornate della Rassegna di fine aprile, in sale di degustazione, percorsi didattici, educazioni sensoriali, esperienze tattili, visive ed olfattive e interattive insieme a momenti di grande passione nell'assaggio dei sapori più tipici di questa terra.
La Rassegna si apre all'interno del centro storico, nei suoi palazzi, nei saloni, nei cortili, negli androni, nel Teatro comunale, nei luoghi più intimi e suggestivi, offrendo alla tradizione e alla cultura contadina di varcare le porte della città. Nella disposizione degli spazi, la rassegna richiama l'organizzazione tipica di un Salone del Gusto, qui collocata in un'architettura autentica; disposta in quella terra di storia, arte e di civiltà che con l'amore per gli antichi sapori hanno reso le Marche stella di prima grandezza nella cultura nazionale.
Sito Web: www.distintisalumi.it
Email: info@distintisalumi.it
Telefono: 0721.780750
 
 
  ERBA GUSTANDO A MONTE SAN PIETRANGELI
A Monte S.Pietrangeli continua “Erba Gustando''
Successo oltre le previsioni per la rassegna enograstronomica sulle erbe spontanee. Sabato 21 ottobre, secondo appuntamento.
Sta riscuotendo un successo superiore ad ogni aspettativa la prima edizione di “Erba Gustando - Circuito della cucina delle erbe spontanee” che si svolge a Monte San Pietrangeli. Il progetto, volto al recupero di una tradizione popolare, quella delle erbe spontanee commestibili (le cosiddette ''erbe trovate'') che nel passato hanno anche contribuito a risolvere il problema dell'alimentazione della popolazione, è composto essenzialmente da quattro tappe - da sabato 14 ottobre a sabato 4 novembre - in altrettanti ristoranti del Comune di Monte San Pietrangeli, attraverso delle cene-degustazione a base di ''erbe trovate'' servite al prezzo di 16 euro.
La prima tappa, svoltasi presso il ristorante “Hotel Pina”, durante la quale menu e vini sono stati illustrati rispettivamente da Noris Rocchi (autore del progetto) e dal sommelier Stefano Isidori (delegato AIS), ha fatto registrare una partecipazione talmente alta rispetto alla disponibilità di posti che diversi appassionati sono rimasti purtroppo “a bocca asciutta”. Avranno la possibilità di rifarsi nel secondo appuntamento previsto per sabato 21 ottobre presso l’Agriturismo Fonte Carella, tra l’altro aderente al circuito della “Filieracorta Picena” (per prenotazioni, 0734/960387).
“Il gran successo di “Erba gustando” conferma come si debba insistere nel percorso per la riscoperta e la valorizzazione della cucina tradizionale locale, un impegno che vede la Provincia di Ascoli in prima fila – sottolinea l’Assessore provinciale al turismo e all’agricoltura Avelio Marini – vogliamo arrivare a creare un circuito della cucina tipica, tradizionale, che metta in simbiosi la bellezza del nostro territorio, le sue tradizioni, la sua cultura con l’enogastronomia tipica delle zone nelle quali si andranno a realizzare le diverse iniziative. Il risultato è quello di creare valore aggiunto sia per la produzione tipica locale sia per città, borghi, luoghi del nostro territorio, vale a dire le grandi eccellenze del Piceno”.

Per ogni ulteriore informazione sul programma dettagliato di “Erba Gustando” è possibile contattare il Comune di Monte San Pietrangeli telefonicamente allo 0734-969125 oppure attraverso la posta elettronica all’indirizzo: comune.mspietrangeli@virgilio.it.
 
 
  FERMIGNANO: PALIO DELLA RANA
Fermignano 28,29 e 30 marzo
Storia del Palio
Il ''Castello'' di Fermignano, sin dalla sua origine era stato sempre alle dipendenze del Municipio di Urbino. Ma tale vassallaggio doleva troppo ai fermignanesi, i quali, cresciuti in popolazione sentivano sempre più il bisogno di governarsi da sè come gli altri comuni del Ducato. Ripetute istanze a tale scopo venivano presentate al Serenissimo Duca.
Finalmente, il 28 settembre 1607, Francesco Maria II Della Rovere, 15° Conte di Montefeltro ed ultimo Duca di Urbino, istituisce il ''Consiglio Municipale'' di Fermignano composto da 24 consiglieri dei quali 10 scelti nel ''Castello'' e gli altri nelle ''Ville'' circostanti.
Il consiglio viene convocato per deliberazione di tre ''massari'' uomini di fiducia del Duca. Gli abitanti del ''Castello'' e delle ''Ville'', per celebrare l'evento la domenica dopo Pasqua detta ''Domenica in Albis'', si abbandonano spontaneamente a festeggiamenti popolari consistenti in corse coi sacchi, rottura delle pignatte, albero della cuccagna, corsa delle rane in carriola, ecc.
Ad un lungo periodo di splendore fa seguito la decadenza e quindi l'oblio, finchè la tradizione si spegne completamente.
E' nel 1966 che l'Associazione Pro Loco nell'intento di far rivivere alle presenti generazioni il clima dei festeggiamenti di allora,ripristina la gara ritenuta più originale, la corsa delle rane in carriola, inquadrandola nelle leggi di un regolamento dandole l'appellativo ufficiale di ''Palio Della Rana''.
Dal 1990, 25° edizione del Palio, l'Associazione vista la partecipazione della cittadinanza, ha creduto opportuno allargare il numero delle contrade per meglio rappresentare tutto il paese.

Palio della Rana 2008 Programma
Venerdì 28 Marzo
09.00 Imbandieramento del Centro Storico.
10.00 Raduno Camper
20.00 Cena nelle taverne.
20.30 Spettacoli itineranti di musici, giocolieri e giullari a cura del gruppo “I commedianti ”.
Sabato 29 Marzo
15.00 Mercatino dell’artigianato artistico, antiquariato e hobbistica (fino alle ore 24)
Allestimento Campo Rinascimentale a cura della compagnia “La Pandolfaccia “
18.00 Esibizione Musici di Fermignano
18.30 Spettacolo della Compagnia “La Pandolfaccia”.
19.30 Cena nelle Taverne.
21.00 PALIO DEI PUTTI.
22.00Esibizione del gruppo “I Poeti della Spada”.
Domenica 30 Marzo
10.00Mercatino dell’artigianato artistico, antiquariato e hobbistica ( fino alle ore 22 ).
11.00 Messa Solenne in costume.
12.10 Spettacolo del Gruppo Falconieri.
13.00Pranzo nelle Taverne.
15.00 Spettacolo del Gruppo Falconieri.
15.30 Arrivo in piazza della Corte Ducale di Urbino.
16.00 Ingresso in Piazza Garibaldi al rullare dei tamburi del Corteo Storico e delle Contrade, della Compagnia “ La Pandolfaccia ”, del gruppo Storico Città di Corinaldo “Combusta Revixi” e del gruppo dei Popolani e dei Giullari di Petracha ( Padova).
16.20 Restituzione del Palio da parte della Contrada La Torre, vincitrice 2007.
16.30 Lettura del Bando-Visita veterinaria fiscale delle rane.
17.20 Lettura del Bando.
Visita veterinaria-fiscale delle rane.
16.45 Batterie eliminatorie del Palio.
17.30 Esibizione dei Musici di Fermignano.
17.45 PALIO DEI PUTTI (finale).
18.00 Semifinali del Palio della Rana.
18.100 Esibizione dei Musici di Fermignano.
18.15 FINALISSIMA DEL PALIO DELLA RANA.
19.00 Cena nelle taverne.
Spettacolo di Tamburi e Sbandieratori del Gruppo Storico Città di Corinaldo “Combusta Revixi”.
22.00 INCENDIO DELLA TORRE E PONTE (spettacolo pirotecnico).

INFORMAZIONI
PRO LOCO

Corso Bramante
Tel.e Fax.0722.330523
www.proloco-fermignano.it
info@proloco-fermignano.it
61033 FERMIGNANO (PU)
 
 
  CANTIANO: LA TURBA DEL VENERDI' SANTO
La sacra rappresentazione del Venerdì Santo
La Turba, sacra rappresentazione del Venerdì Santo, trae origine, anche se non direttamente, dai movimenti popolari di invocazione alla pace che si diffusero in terra di Marche ed Umbria intorno alla metà del sec. XIII, portati sulle strade e nelle piazze dalle genti più umili e in condizioni di miseria, sofferenti ed esauste delle continue lotte tra guelfi e ghibellini.
Si narra che, per rivelazione divina ricevuta da un giovanetto o un eremita umbro, la questione è incerta, che anticipava un gravissimo imminente flagello dal Cielo a causa delle colpe accumulate dai guerreggianti di ogni parte, si diffondesse nel 1260 tra il popolo intorno a perugina l'ispirata esortazione al sacrificio ed alla penitenza per scongiurare la minaccia incombente.
Uomini e donne di ogni età si riunirono in processioni ed invocando la santa intercessione della Vergine Madre di Dio, presero a percorrere le strade dell'Umbria spingendosi fino in Romagna.
“ L'un popolo processionalmente, talora fino al numero di dieci e ventimila persone, si portava alla città vicina, e quivi nella cattedrale si disciplinava a sangue, gridando misericordia a Dio e pace tra la gente. Commosso il popolo di quest'altra città andava poscia all'altra, dilanierà che non passo il verno che si dilatò una tal novità anche oltremonte e giunse in Provenza e Germania… ”.
Anche Cantiano accolse in qull'anno 1260 la “turba” dei penitenti ed implorantidi ogni età e condizione che, in povertà di abiti o seminudi, nella luce incerta e tremula delle torce, accompagnati dai canti del “miserere” procedevano nella sofferenza e nella redenzione, battendosi e flagellandosi, implorando il perdono, invocando la pace e la fratellanza.
Si formò così la compagnia dei Battuti che, al fine di tramandare la devozione, si rifece nel tempo al supremo esempio di penitenza e sacrificio, la Passione e Morte del Cristo.
Divenuta intorno al 1440 per volontà di San Bernardino da Siena la Compagnia del Buon Gesù, veniva disposto che il mattino del Venerdì Santo i fratelli si preparassero “ a gire col sacho per le chiese in memoria de la passione de Cristo … ”.
Nello sviluppo della processione, che con il tempo accolse la figura del Cristo insieme a quelle degli attori nel ruolo dei personaggi, prese corpo la sacra rappresentazione della Passione con la ripetizione delle ritualità, dei personaggi, dei dialoghi, dell'azione.
Nacque così, nell'ordine immutabile del Gesù e dei Ladroni, dei Sacerdoti e dei Soldati, al sfilata scenica che ancora oggi per ricordare le antiche origini viene chiamata “Turba”.

LA MANIFESTAZIONE
La manifestazione, che innesta elementi teatrali di rara suggestione scenica sull'originaria processione di personaggi in costume, trasforma l'intero nucleo abitativo storico del paese in un'enorme scena all'aperto fondendo la ricostruzione scenografica con gli elementi architettonici ed orografici. Quella che oggi vediamo non è più la stessa che per tanti secoli i cantianesi videro snodarsi lungo le vie del paese. La parola ha sostituito la mimica e la recitazione dei passi salienti del Vangelo rende più immediata la comprensione dei fatti narrati. Immutate sono, comunque, le caratteristiche popolari delle origini che non si discostano gran che dalla tradizione dei misteri medievali. La sua validità come spettacolo popolare non si può disconoscere: originariamente destinata ad un pubblico locale la manifestazione si offre oggi ad una platea assai più vasta. Il rinnovamento, certamente originale, fu del maestro Dante Bianchi negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale. Esso ha trovato e trova sostegno morale e materiale nei cantianesi che offrono il loro sapere e saper fare consapevoli di dar vita ad un evento importante per la comunità intera e per quella che, come spettatrice, vi si aggrega vivendo un peculiare rapporto dinamico tra spettacolo e spettatore che raggiunge una perfetta articolazione oltre ad un ampio coinvolgimento.

Essa si svolge solo nella serata del Venerdì Santo con inizio alle 20:00 ed in qualunque condizione atmosferica.

PROGRAMMA

Ore 05:30 Chiesa Collegiata – Tradizionale visita delle sette chiese
Per quelli convinti che la Turba costituisca anche un “altro percorso” la giornata comincia qui. Ci si incammina, a giorno non ancora iniziato, tra le vie del paese intonando canti e preghiere toccando, in un percorso simbolico, sette tra chiese e cappelle del paese e dei suoi immediati dintorni.

Ore 15:30 Chiesa Collegiata – Azione liturgica della Passione del Signore
Terminata la funzione ha luogo, tra il lugubri rintocchi delle campane delle quattro chiese del paese, la processione del SS. Crocifisso e della Madonna Addolorata con i simboli della Passione. Si sale al colle di S. Ubaldo ove, nell'omonima chiesa, sono in esposizione il crocifisso ligneo e la statua del Cristo morto. A chi viene da lontano, e soprattutto per la prima volta, consigliamo di arrivare a Cantiano almeno nel primo pomeriggio, sarà così più semplice organizzarsi per assistere alle varie fasi della manifestazione. Sarà facile trovare un parcheggio, ci si potrà concedere un passaggio nei ristoranti, bar, forni che presentano i prodotti della tradizione pasquale locale, e visitare il Punto Informazione allestito nel teatro comunale all'imbocco di Via IV Novembre, per dare un'occhiata al programma della serata, al percorso della “TURBA”, che invitiamo a sperimentare con una facile passeggiata, primo dell'inizio della manifestazione.


Ore 20:00 Per le vie del paese – L'attesa
Attorno alle 20:00, sarà molto suggestivo ascoltare i canti, le Laudi, interpretate dalla corale, sui sagrati delle chiese “Collegiata”, “S. Agostino” e “S. Nicolò”, accompagnati dal suono cupo del tamburo dei soldati romani che nel contempo, a piedi o a cavallo, sfilano per le vie della cittadina tra l'acre odore delle luminarie di cera.

Ore 20:45 Piazza Luceoli – Cospirazione e tradimento di Giuda
Il destino si sta compiendo e mentre Gesù celebra coi i suoi la cena pasquale gli uomini tramano per la sua morte.

Ore 21:00 Parco della Rimembranza – Ultima Cena
Gesù, prima che il suo destino si compia, vuole celebrare coi i suoi la cena pasquale durante la quale, annunciando gli accadimenti futuri, darà loro un grande insegnamento: amatevi l'un l'altro per amare me.

Ore 21:45 Piazza Luceoli – Processo e condanna
È l'inizio vero e proprio dell'azione drammatica. L'appuntamento è nella grande Piazza Luceoli, per assistere alla “congiura” e, subito dopo, percorrendo la Via IV Novembre, ci si trasferisce al Parco della Rimembranza per seguire l'ultima cena, la preghiera nell'orto degli ulivi, la cattura di Cristo. Si ritorna in Piazza Luceoli, ove si svolge il processo, la flagellazione e la sfilata di tutti i personaggi che danno inizio all'ascesa al Calvario.

Ore 22:30 Con inizio da Piazza Luceoli – Ascesa al Calvario
La sfilata dei personaggi che ascendono al colle si S. Ubaldo alla luce di fiaccole e bracieri è visibile, nella pienezza della sua imponenza, da Piazza del Mercato (prossima a Piazza Luceoli). È anche possibile, per un numero limitato di spettatori, seguire la processione tra gli angusti viottoli del “Calvario” vivendo l'intensa emozione di sentirsi interpreti diretti della rievocazione giungendo sino alla base delle rovine.

Ore 23:00 La Resurrezione
Verso le 23:00 vengono innalzate ed illuminate le tre croci vuote. Il “Te Deum” rompe il silenzio, la Turba si conclude, offrendo a tutti un forte messaggio di speranza: la resurrezione. Si può ora rientrare a casa o girovagare ancora tra le strade vuote con la certezza di aver vissuto un'esperienza ricca di suggestioni e profonde emozioni.
 
 
  FERMO - TIPICITA', 8, 9 e 10 MARZO
FERMO - 8,9 e 10 marzo
Tipicità nasce nel 1993 come rassegna dei prodotti marchigiani di qualità, nella sede dell’Hotel Royal a Casabianca di Fermo. Il programma della prima edizione, oltre alla vetrina delle produzioni della regione, prevedeva due iniziative dedicate all’olio e al vino rispettivamente chiamate Elion e Oinos e un forum dedicato all’olio extra vergine di oliva. Dopo il successo ottenuto con questa prima esperienza, a partire dalla seconda edizione sono i produttori a divenire partner attivi, offrendo al pubblico (in diretta) degustazioni e spiegazioni dei prodotti.
Nel 1994 la manifestazione, in cerca di spazi, si trasferire al Ristorante Mario, aumentano le aziende e l’attenzione del pubblico e della stampa, così come fioriscono le iniziative in programma: “Un drink dalle Marche”, “L’angolo della Crescia”oltre ai convegni che di edizione in edizione aumentano affrontando temi di interesse, mentre il turismo enogastrnomico inizia a ritagliarsi una fetta di pubblico che negli anni successivi non farà che aumentare.
Nuovo cambio di sede nel 1998. Al palazzetto dello sport di Porto San Giorgio Tipicità cresce arrivando ad occupare una superficie di 2000 mq. E’ questi anni che nasce l’iniziativa “Nel piatto degli altri” che negli anni successivi porterà le Marche a confronti eccellenti con realtà turistiche italiane ed estere.
Nel 2002 lo spazio espositivo aumenta grazie alla nuova sede dell’Area Sadam di Campiglione dove nasce il salone del turismo enogastronomico marchigiano, ovvero Tipicità MarcheTur, in cui viene proposto il meglio dell’offerta turistica della regione. Negli oltre 4000 mq di superficie espositiva trovano spazio le iniziative che ancora oggi animano la kermesse dei prodotti marchigiani. In questi anni viene proposto ai visitatori anche un itinerario tra i prodotti a denominazione d’origine provenienti da ogni parte d’Italia, nell’area chiamata GustaItaly.
Il 2006 è un anno cruciale per Tipicità, che oltre ad crescere ulteriormente grazie ai 6000 mq del padiglione di Molini Girola, riceve una menzione nell’annuario del turismo redatto dal Touring Club che definisce la manifestazione come:

“un evento multitarget della durata di tre giorni, ... , che si svolge a marzo a Fermo.

Gli espositori (300 nell'ultima edizione) sono costituiti da produttori del settore enogastronomico e dell'artigianato, da STL, Enti locali e associazioni. Accanto ai prodotti ci sono quindi le proposte per viaggi ed escursioni alla scoperta dei luoghi delle tipicità. L'originalità della iniziativa consiste soprattutto nella sua contestualizzazione all'interno dei luoghi di produzione: ciò consente al visitatore di vivere e di realizzare contemporaneamente l'esperienza della materialità del prodotto e dell'immaginario delle storie e delle atmosfere che evocano i luoghi e i modi del produrre delle persone che ci vivono.
Il nome ''Tipicità'' inoltre, seguito da quello della Regione o del territorio rurale, potrebbe essere assunto come brand per promuovere il turismo rurale”.
www.tipicita.it
 
 
  OSIMO: LA BATTAJA DEL PORCU
Osimo: la battaja del porcu
Sabato 23 e domenica 24 febbraio
Due comuni che si contendono una rocca. La guerra sotto al campanile c’è stata. Ma sulla guerra vince la satira. Niente armi, solo un innocuo maialino che invade la città. E’ la “Battaja del porcu” di Osimo, che rivive ogni anno a febbraio. Si tratta di una rievocazione dello scontro tra Ancona ed Osimo avvenuto nel 1476 quando i due comuni si contendevano la rocca di Offagna e, più in generale, la posizione egemonica sui territori circostanti. Negli anni Venti del secolo scorso, Benedetto Barbalarga, intellettuale osimano, si prese la briga di rileggere in chiave satirica gli antichi screzi tra i due municipi attraverso un celebre poemetto in vernacolo, intitolato appunto “La battaja del porcu”, nelle quali celebrò la vittoria osimana ad opera del comandante Buccolino da Guzzone. La ricostruzione della storia è fantasiosa ma i personaggi che si muovono sullo sfondo sono realmente esistiti. Nella finzione letteraria lo stratagemma per parlare di armi tra le due città è appunto un solitario maiale di provenienza dorica, che invase, pascolando, il territorio osimano; dall’involontario gesto del quadrupede scaturì la dichiarazione di guerra tra osimani e anconetani. Di vero e storicamente accertato c’è che il condottiero Buccolino da Guzzone, alla guida di 800 osimani, sconfisse l’esercito dei 4000 anconetani, uccidendone 200, catturandone altrettanti e, soprattutto, tornando vittorioso ad Osimo con lo stendardo anconetano in mano. Piazza Buccolino farà da scenario alla vera e propria rievocazione storica. La contesa sarà “combattuta” su di un palco dove saranno disposte a semicerchio delle balle di fieno: le due fazioni, composte da 30 comparse in costumi d’epoca, saranno ognuna presso il proprio stendardo e lotteranno verbalmente, affidandosi alla voce dei due narratori, a colpi di rime tratte del poemetto di Barbalarga, e sottolineate nei passaggi clou dagli ottoni della banda della città di Osimo e dal rullio dei tamburini di Offagna. Le “ostilità” termineranno alle ore 19.30 di domenica con gli splendidi e suggestivi fuochi d’artificio dalla Torre Civica. Al di là delle rievocazioni storiche, oggi che i territori sono ben delineati la battaglia sul maiale assume ben altre connotazioni, a partire dalla riscoperta della cultura locale, per finire ad una invitante mostra-mercato dei prodotti tipici italiani. Durante i due giorni saranno attivi presso il mercato coperto stand gastronomici che proporranno menù interamente dedicati al maiale: polenta e salsicce, pizza con i grasselli e maialino arrosto saranno solo alcune delle ghiotte proposte della Battaglia “combattuta a tavola”. Sono due i principali appuntamenti con la gastronomia previsti per la due-giorni interamente dedicata al maiale. Entrambi gli appuntamenti presenteranno, ovviamente, menù a base di carne di maiale, proveniente rigorosamente da capi di allevamenti locali. Sabato sera saranno serviti: frittata con salsicce, coppa, fegatelli, ciauscolo, sangue con cipolle, pizza con grasselli, fagioli con cotiche, polenta con salsicce, maialino arrosto, arista farcita. Domenica a pranzo verranno
invece serviti: prosciutto, coppa, salame, ciauscolo, pancetta, pizza con grasselli, lenticchie con cotechino, polenta con salsicce, spezzatino con gobbi, lombo con funghi.
 
 
  CARNEVALE DI FANO
PROGRAMMA DEL CARNEVALE DI FANO 2008
Domenica 20 - 27 gennaio / 3 febbraio 2008
Grandi corsi mascherati - Ingresso libero
Sfilate di carri allegorici, gruppi folcloristici, musicali, mascherate, getto di quintali e quintali di dolciumi, suggestiva luminaria e spettacolo pirotecnico
ore 15:00 - Viale Gramsci e zona Pincio
31 gennaio 2008
Giovedì Grasso

Carnevale al Pincio - Spettacolo per bambini con animazione, musica e maschere
ore 15:00 - Zona Pincio e Giardini Roma
Gran Galà per bambini
ore 17:00 - Teatro della Fortuna, Piazza XX Settembre
Serata danzante per i ragass d'na volta
ore 21:00 - Teatro della Fortuna, Piazza XX Settembre
5 febbraio 2008
Martedì Grasso

Il rito di chiusura e Il rogo
Cremazione del Pupo e spettacolo pirotecnico
dalle ore 15,00 - Piazza XX Settembre

STORIA DEL CARNEVALE
Come molti sanno il Carnevale è una festa antichissima, la cui nascita viene fatta risalire ai Saturnali latini. Il nome deriva molto probabilmente dal latino carnem levare cioè dalla prescrizione ecclesiastica dell’astensione dal consumo della carne.
Pochi sanno, invece, che il Carnevale di Fano è il più antico d’Italia; il primo documento noto nel quale vengono descritti festeggiamenti tipici del Carnevale nella città, risale al 1347. Esso affonda le sue radici, almeno secondo la leggenda, nell’episodio della riconciliazione tra le due più importanti famiglie fanesi di allora: i Del Cassero e i Da’ Carignano. Dall’epoca il carnevale è andato gradualmente caratterizzandosi in modo specifico, tanto che nel 1887 si decise di creare un comitato incaricato dell’organizzazione dell’evento che ancora oggi dopo secoli coinvolge e appassiona migliaia di Fanesi e di turisti.

IL CARNEVALE OGGI
Il getto è, senza dubbio il punto di forza del Carnevale di Fano. Ogni anno quintali di caramelle e cioccolatini piovono dai carri allegorici durante le sfilate.
Un altro elemento assolutamente originale del Carnevale fanese è il caratteristico pupo, detto “vulon”. Si tratta di una maschera che rappresenta sotto forma di caricatura i personaggi più in vista della città e che insieme alla “Musica Arabita” vanta una lunga tradizione nella storia del Carnevale di Fano. Quest’ultima è una spiritosa banda musicale, nata nel 1923, che utilizza strumenti di uso comune quali barattoli di latta, caffettiere, brocche per produrre un’allegra musica, in perfetta sintonia con il clima allegro e spensierato del Carnevale.
Le sfilate dei carri allegorici, tradizionalmente realizzati in cartapesta dagli abili maestri fanesi, si concludono con un giro assolutamente suggestivo: quello della luminaria, una vera e propria festa di luci e colori.
 
 
  20 GENNAIO A FERMIGNANO: BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI
''Benedizione degli Animali'' a Fermignano il 20 gennaio 2008.

Con il patrocinio della Provincia di Pesaro-Urbino e con il contributo della Comunità Montana Alto e Medio Metauro, il Consiglio Regionale della Marche, la Provincia di Pesaro-Urbino, il Comune di Fermignano e le Giacche Verdi.

E’ nel 2001 che l’Associazione Pro Loco, attenta alle tradizioni del territorio e della propria città, anche in considerazione del grande interesse dei cittadini verso gli animali domestici, decide di ripristinare la Festa di Sant’Antonio Abate, fissando la celebrazione alla domenica successiva al 17 gennaio, data in cui viene commemorato normalmente il Santo. Nelle due giornate si terranno un insieme di iniziative per mettere in luce l'importanza delle relazioni fra uomini e animali valorizzandone i ruoli e le capacità, cercando così di avvicinare sempre più i cittadini a questo mondo in grado di dare molto più di quando si possa immaginare.

Programma VIII Benedizione degli Animali:
Domenica 20 Gennaio 2008
Ore9,00 Allestimento Zoo della Fattoria
Ore9,30 Dimostrazione di ricerca al tartufo
Ore10,00 Battesimo del Cavaliere per bambini da 4 a 14 anni e a spasso sull' Asinello del Dottor Pumba
Ore10,30 Dimostrazione unità cinofila Carabinieri
Ore11,15 Dimostrazione dell’unità cinofila della Guardia di Finanza
Ore12,00 Dimostrazione di Agility Dog ad oltranza a cura della S.E.C. (soc. di educazione cinofila)
Ore13,00 Pausa pranzo
Ore14,30 Esibizione gruppi cinofili - battesimo del Cavaliere per bambini da 4 a 14 anni e a spasso sull'Asinello del Dottor Pumba
Ore15,00 Raduno di tutti gli animali presso il vecchio campo sportivo
Ore15,15 Partenza del corteo: Apre il Corteo il Reparto Equestre dei Carabinieri seguito dalla Polizia di Stato, dal Reparto Equestre del Corpo Forestale dello Stato e dal Gruppo a Cavallo delle Giacche Verdi
Ore 15,30 Ingresso del Corteo in Piazza Garibaldi e Benedizione del Rev.mo Don Giuseppe Tabarini, Parroco di Fermignano, per tutti i partecipanti
Ore 16,00 Preghiera di Sant’Antonio Abate, benedizione e consegna del pane di Sant’Antonio
Ore 16,30 ISaluto delle autorità e premiazione “Fermignano città degli animali”
Ore 17,30 Consegna ai canili degli alimenti raccolti nei supermercati della Provincia con l’iniziativa “AIUTA A VIVERE ANCHE NOI”

Durante la giornata gran divertimento per tutti i bambini con il calesse trainato dal mulo di ''Spaccaciocc'' per giri turistici del paese.

S. Antonio Abate protettore degli Animali
Quella di S. ANTONIO Abate è una festa che affonda le radici nel tempo. Sant'Antonio Abate è senz'altro il santo più venerato nelle campagne del Centro Italia; è il protettore delle bestie e delle stalle ed anche preservatore dai pericoli dell'incendio; un santo strettamente collegato alla vita rurale e, in particolare, alla ripresa dell'attività agraria.
Il buon frate dalla lunga barba bianca, la cui immagine si trova in tutte le stalle, viene venerato particolarmente in campagna dove la devozione per la sua figura resiste tuttora al logorio dei tempi.
La tradizione, le cui origini popolari si fanno risalire al Medioevo, vuole che il Santo debba resistere alle tentazioni del Demonio che cerca in tutti i modi di conquistare l'Anacoreta. Tra mille insidie, Sant'Antonio riesce a vincere la battaglia contro il Maligno.
Una volta, quando nelle case regnava la fame e la carestia, questo giorno era motivo per girare di casa in casa per cantare ed inscenare le tentazioni del Demonio nei confronti del Santo.
Si andava in quelle case dove si riteneva che la scorta di viveri fosse ancora abbondante, visto anche che nel mese di gennaio veniva ammazzato il maiale.
Oggi come ieri il rito si ripete.
I festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate una volta erano molto sentiti: la popolazione si appellava al Santo perché proteggesse il bestiame, base dell’alimentazione e del lavoro nei campi. Si assisteva alla Messa Solenne nella chiesa stracolma di gente vestita a festa (non era consueto in una società estremamente povera) e alla benedizione, sul sagrato, degli animali e dei Pani di Sant’Antonio. Questi ultimi avevano varie forme e grandezze e
venivano poi dati da mangiare alle bestie.
La figura del maiale è diventata il simbolo di questo Santo: egli, infatti, è raffigurato nell’iconografia ufficiale sempre con un porcellino.
Il culto del santo giunse dall'oriente dove, allora come oggi, i suini sono considerati animali immondi e il maiale che il Santo schiaccia sotto i suoi piedi, infatti, non è altro che il simbolo del Demonio e delle sue tentazioni.
Al contrario, i contadini italiani, tradizionali allevatori di suini, interpretarono l'immagine in modo opposto.
Fu cosi' che, proprio grazie al maiale, il Santo divenne, per estensione, il protettore ufficiale di tutti gli animali domestici, fonte di vita, perché indispensabili nella coltivazione dei terreni.
 
 
  URBINO - LE VIE DEI PRESEPI 13 DICEMBRE - 8 GENNAIO
Le vie dei Presepi
La Natività protagonista ad Urbino, dal 13 dicembre 2007 all’8 gennaio 2008
Dal 13 dicembre 2007 al 8 gennaio 2008, Urbino ospita una singolare iniziativa denominata ''Le vie dei Presepi''.
Protagonisti, negli angoli più suggestivi del centro storico, saranno tante Natività realizzate artigianalmente da diversi artisti con i più disparati materiali, dalla pietra alla cartapesta dalla stoffa alla ceramica e al sughero. I Presepi, da quelli più rappresentativi provenienti dalle capitali indiscusse di quest’arte, la Puglia e la Campania con in testa Napoli, daranno vita ad un originale percorso espositivo nel cuore della Città.

Partendo dall’Oratorio di San Giuseppe, dove si trova il capolavoro in stucco a grandezza naturale che l’urbinate Federico Brandani ha realizzato verso la metà del ‘500, l’itinerario porterà i curiosi nelle principali vie del centro storico, le tante chiese storiche, luoghi sacri, edifici pubblici, fino ad arrivare nel quartiere, di nuova costruzione, La Piantata.
Tra tutti, però, spiccherà il presepe allestito in Cattedrale realizzato in materiale plastico, alto 4 metri, sviluppato in più piani, con la rappresentazione scenografica di un Urbino re-interpretata dall’artista Luciano Biagiotti. Suggestivo il presepe forgiato dall’artista Pippi Balsamini a grandezza naturale.

In mostra anche le natività provenienti da tutto il Mondo.
Una sezione sarà interamente dedicata ai presepi di piccole dimensioni: a partire da quelli realizzati all’interno di un vongola o frutti di mare, guscio di noce, lampadine elettriche ed altri minuscoli oggetti.
Presenti lungo il percorso espositivo un presepe del ‘700 sicuramente eseguito dagli allievi del Brandanti, un altro addirittura realizzato con ossa umane, ampolle e reliquie di Santi.
Tra i tanti, diversi e unici presepi spicca quello dell’800 in stile romano, di proprietà del Presidente Autorità Portuale Ancona, Giovanni Montanari di Fano, collezionista di Natività, nel quale è stato ricostruito fedelmente un quartiere della città di Roma, con statuine in movimento e luminarie.
Non mancheranno le opere di tanti appassionati maestri locali: una serie di presepi costruiti completamente a mano. Oltre ad artisti noti nel campo, la creazione degli oltre 200 presepi è affidata anche a privati cittadini, scolaresche, associazioni, contrade ed enti di Urbino.

All’interno del complesso monumentale San Francesco, spazio alla ceramica, per l’esattezza a forme e decori, rappresentanti la nascita di nostro Signore Gesù Cristo, provenienti da importanti centri e scuole di produzione dell’antica arte: Urbania, Grottaglie e buona parte della cittadine appartenenti all’Aicc, l'Associazione italiana città della ceramica.

Diverse le novità di questa edizione. Prima fra tutte l'apertura, nelle grotte della Cattedrale di Urbino, della mostra di quadri, dipinti e tele di celebri pittori e artisti di fama internazionale dal '500 al '700, ritraesti la Natività. L'apertura di luoghi sacri solitamente chiusi, dove poter ammirarle i tanti presepi.
In programma anche una serie di concerti di musica sacra, classica e tipica natalizia, previsti negli stessi luoghi dove sono allestiti i presepi. Coinvolti nell'iniziativa anche gli istituti scolastici del territorio pesarese, i quali realizzeranno presepi di ogni tipo.

Previste, nel periodo natalizio, anche iniziative in piazza come rappresentazioni e Guinness dei Primati. Per tutto il periodo di apertura della mostra, un mercatino di prodotti e di addobbi natalizi, allestito all'interno del cortile del Collegio Raffaello, permetterà l'acquisto delle piccoli e grandi opere d'arte e di tanti arredi legati al Natale.

“Le vie dei Presepi” sono visitabili dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, con ingresso gratuito.
L’iniziativa è voluta da Pro Urbino e Confcommercio, sostenuta da Comune, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Banca delle Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comunità Montana Alto e Medio Metauro, Urbino Arte, Banca di Credito Cooperativo e sponsor privati.

Per vivere un intero week-end immersi in questa magica atmosfera, sono state organizzate imperdibili proposte turistiche che vi accompagneranno alla scoperta di alcuni dei borghi medioevali più belli del Montefeltro e vi guideranno lungo “Le vie dei Presepi”.
Per informazioni sulle vie del presepe:
Pro Urbino
fax. 0722-328612
tel. 0722-320507-350593 (chiedere Prof.sa Silvia Gelardi)
e mail: prourbino@aruba.it
web: www.prourbino.it
 
 
  CANDELE A CANDELARA (PU) 7, 8 e 9 DICEMBRE
“Candele a Candelara” - La luce che emoziona
Ogni giorno, durante tre momenti diversi del pomeriggio, il paesino resterà illuminato solo dalle candele (un' emozione da vivere)
[Alle ore 17.30, alle 19.30 e alle 21.30 per almeno 15 minuti..]
Il 7 - 8 - 9 dicembre 2007, dalle ore 10 alle 22, la prima festa in Italia dedicata alle candele regala a tutti gli amanti di atmosfere suggestive un indimenticabile week-end. Una festa entrata a pieno titolo nella tradizione italiana dei mercatini natalizi che si distinguono anche per la qualità dei prodotti esposti.
Candelara deriva dal latino Candelaria o festum candelarum ed ha nel suo stemma tre candele accese sopra tre colline stilizzate, simbolo della leggenda sulla nascita del paese.
La manifestazione non poteva trovare migliore collocazione, perché il paesino medioevale è arricchito per l'occasione anche da tante tipiche casette in legno, dove scoprire centinaia di idee regalo insolite, profumate, decorate, luccicanti, tutte caratterizzate da un estremo buon gusto e dal lavoro di mani esperte.
Durante la serata viene spenta l'illuminazione elettrica in tre momenti diversi, 17,30 – 19,30 e 21,30 e per circa 15 minuti si vive in un'atmosfera magica che solo le fiammelle timide e tremolanti delle candele possono regalare.
Una lunga storia di candele, un'originale tradizione che è tipica dei paesi del Nord Europa e che, via via diffusasi anche in Italia, ha trovato a Candelara il suo luogo d'elezione.
L’evento ha acquisito fama nazionale, incuriosendo folle di turisti e di amanti della poesia sprigionata dalla luce e dal tepore di ciò che era l’unica risorsa luminosa dei nostri nonni.
Molteplici sono le iniziative collaterali che affiancano la festa delle candele, nella quale possiamo trovare anche oggettistica natalizia di alto livello artigianale, dagli addobbi per l'albero ai presepi.
Un doveroso ringraziamento allo sponsor ufficiale della manifestazione Cereria Terenzi Evelino.
Ai numerosi camperisti interessati all’evento abbiamo riservato due aree di parcheggio:
1, a CANDELARA presso il parco di Villa BERLONI, solo su prenotazione. [POSTI ESAURITI],
2. a Fiera di PESARO, località Campanara, proprio all’uscita dell’autostrada A14 di Pesaro, con servizio navetta gratuito nei giorni 8 e 9 dicembre,

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE:

VENERDI’ 7
Ore 10: artisti di strada e zampognari,
Ore 10 fino alle 14: visita guidata a Villa Berloni (su prenotazione),
Ore 15: la banda di babbo natale preceduta da una slitta carica di regali,
Ore 15: visita guidata alla pieve (su prenotazione),
Ore 15 alle 17: pony con il calesse,
Ore 16: zampognari,
Ore 17 e ore 21: animazione musicale itinerante con il gruppo Roaring Band Emily,
Ore 18: musiche di atmosfera natalizia con flauto, clarinetto, violino e pianoforte (chiesa s.Lucia).

SABATO 8
Ore 10: artisti di strada, zampognari,
Ore 10 fino alle 14: visita guidata a Villa Berloni (su prenotazione),
Ore 14 alle 15: spedizione letterine a babbo natale ''via aerea'' con un palloncino gonfiato ad elio,
Ore 15: la banda di babbo natale preceduta da una slitta carica di regali,
Ore 15: visita guidata alla pieve (su prenotazione),
Ore 16: zampognari,
Ore 17: concerto musiche medievali con il gruppo “Galinverna “ di Torino (chiesa s.Lucia),
Ore 18: presepe vivente dell’associazione scoutistica AGESCI, anche con vecchi mestieri,
animali vari e un vero cammello docile e cavalcabile,
Ore 21,15: concerto di musiche natalizie con il coro Jubilate e il gruppo “Galinverna” di Torino (chiesa delle Pieve).

DOMENICA 9
Ore 10: artisti di strada e zampognari,
Ore 10 alle 14: visita guidata a Villa Berloni (su prenotazione),
Ore 15: la banda di babbo natale preceduta da una slitta carica di regali,
Ore 15: visita guidata alla pieve (su prenotazione),
Ore 14 fino alle 15: spedizione letterine a babbo natale ''via aerea'' con un palloncino gonfiato ad elio,
Ore 16: zampognari,
Ore 18: presepe vivente dell’associazione scoutistica AGESCI, anche con vecchi mestieri, animali vari e un vero cammello docile e cavalcabile,
Ore 19: processione di s.Lucia (tradizione svedese) con circa 20 fanciulle e coroncina di candele in testa.

Spazio gastronomia: vi sono caratteristici banchi che vendono prelibatezze culinarie, deliziose specialità locali tra cui: frittelle di mele, caldarroste, vin brulè, crêpes con la nutella, cioccolata calda, olive fritte, bomboloni caldi, polenta col vin cotto, polenta alla carbonara, carne alla brace, baccalà con le patate, vino novello.

A lume di candela: magica atmosfera da vivere tutte le sere alle ore 17:30, alle 19:30 e alle 21:30 (con spegnimento dell'illuminazione elettrica e musiche di sottofondo per circa 15 minuti).

Visita guidata alla PIEVE, tutte le sere dalle ore 15,30 (con prenotazione e al costo di un euro).
Visita guidata a Villa BERLONI, tutti i giorni dalle ore 10 alle 14 (con prenotazione e al costo di un euro).

Eventi collaterali per i più piccini:
• gli animali della fattoria: asino, cavalli, mucca, cammello, pecore, caprette e animali da cortile (nell'ambito del presepio vivente)
• processione di S.Lucia (tradizione svedese) con 20 fanciulle, coroncina di candele in testa, musica e canto;
• le fiabe natalizie con “gente in armonia” di Riccione;
• accarezza il cammello - direttamente dal deserto, un cammello potrà essere ammirato da tutti;
• vivi il presepio (sabato 8 e domenica 9)- sotto la guida di mani esperte primo approccio ai mestieri d'una volta ;
• spedisci una letterina a Babbo Natale – ogni bimbo potrà inviare una letterina al “vero” Babbo Natale legandola ad un palloncino gonfiato ad elio (sabato 8 e domenica 9 dalle ore 14 alle 15).

L’ingresso alla festa, nei gioni 8 e 9, ha il costo di un euro (esclusi ragazzi fino a 14 anni).

Bus navetta AMI gratuito:

LINEA CITTA’ nei giorni 7, 8 e 9 dicembre
ANDATA: da piazzale Carducci, via XI febbraio, stazione ferroviaria, ipercoop, cinque torri. Ogni 30 minuti dalle ore 10,00 alle 22,00.
RITORNO: da Candelara a Pesaro dalle ore 10,30 alle ore 22,30 (ogni 30 minuti).

LINEA CAMPERISTI :
Venerdì 7 Dicembre:
ANDATA: da Pesaro Fiere, Adriatic Arena, strada interquartieri, ogni 60 minuti dalle ore 15,00 alle 22,00.
RITORNO: da Candelara a Pesaro Fiere dalle ore 15,30 alle 22,30 (ogni 60 minuti).

Sabato 8 Dicembre:
ANDATA: da Pesaro Fiere, Adriatic Arena, strada interquartieri, ogni 10 minuti dalle ore 9,30 alle 22,00.
RITORNO: da Candelara a Pesaro Fiere dalle ore 10,00 alle 22,30 (ogni 10 minuti).

Domenica 9 Dicembre:
ANDATA: da Pesaro Fiere, Adriatic Arena, strada interquartieri, ogni 20 minuti dalle ore 10,00 alle 22,00.
RITORNO: da Candelara a Pesaro Fiere dalle ore 10,30 alle 22,30 (ogni 20 minuti).
 
 
  FESTA DELLA CICERCHIA A SERRA DE' CONTI
FESTA DELLA CICERCHIA A SERRA DE' CONTI DA VENERDI' 23 A DOMENICA 25 NOVEMBRE
VENERDI' 23 NOVEMBRE 2007, ORE 16.30, SALA ITALIA ''FILIERA CORTA, BIODIVERSITA', ISTRUZIONE E FORMAZIONE GIOVANILE IN AGRICOLTURA''
Programma
PRESIEDE
Massimo Bergamo (Slow Food Castelli di Jesi)
COMUNICAZIONI
- Bruno Massi (Sindaco di Serra de’ Conti)
- Bruno Mezzetti (Professore di Frutticoltura) Università Politecnica delle Marche Progetto Frutticoltura della Provincia di Ancona
- Ugo Pazzi (Direttivo Slow Food Marche I “Mercati della terra”: luogo d’incontro tra produttori e coproduttori)
- Prof.ssa Costantina Marchegiani (Dirigente I.I.S. “E. Pieralisi” di Jesi Biodiversità in-formazione per un’agricoltura e un ambiente sostenibile)
- Marcello Mariani (Assessore Ambiente Provincia di Ancona)
ORE 18.00, SALA ITALIA
CONSEGNA DEL PREMIO PER LA BIODIVERSITA' AGROALIMENTARE NELLE MARCHE - SECONDA EDIZIONE
REGIONE MARCHE
ASSAM
PROVINCIA DI ANCONA
UNIVERSITA' POLITECNICA DELLE MARCHE
FACOLTA' DI AGRARIA

Ode alla cicerchia
In principio c'era mia nonna.
A primavera seminava i fagioli, ceci, cicerchia,
generalmente tra il granoturco, per sfruttare i
piccoli spazi esistenti tra un solco e l'altro.
In agosto, raccolte le cime del granoturco per
l'alimentazione bovina, le pannocchie maturavano al sole estivo e i legumi sottostanti
venivano accuratamente raccolti.
Andavo con lei, strappavo dal suolo gli arbusti
interi carichi di baccelli ormai maturi, si facevano dei fasci, si caricavano sulle spalle e si portavano nell'aia. Raccolti in piccoli mannelli, venivano appesi su una parete assolata fino a che, da lì a qualche giorno, fossero pronti per la battitura.
Avere fagioli, ceci e cicerchia era gia una garanzia per l'inverno che
presto sarebbe arrivato e ogni donna sapeva governare con misura le
risorse della casa.
Dopo la battitura con ampio corvello, la cicerchia veniva ripulita e le
ultime pule del baccello spezzato se ne andavano al soffio della brezza pomeridiana, quando la cicerchia veniva ventilata a mano,
all'ombra di un grande olmo.
Allorchè mia nonna ci lasciò, negli anni Sessanta, anche la cicerchia uscì dalla nostra vita. Era un legume povero, la buccia era troppo dura, il sapore meno delicato dei ceci, l'uso meno versatile rispetto
ai fagioli. Trent'anni dopo sono venuto a sapere che in un angolo delle
nostre colline, a Serra de' Conti, qualcuno coltivava ancora la cicerchia, quella minuta e saporita che avevo conosciuto da bambino
e non quella grande insipida che le multinazionali fanno coltivare nel
Centro America, per lo più per l'alimentazione animale.
Mi sono lasciato prendere da un segreto entusiasmo; riscoprire la
cicerchia era come rinverdire una sana radice. ''Non è giusto - mi son
detto - che i miei antenati abbiano assaporato per secoli il sapore
della cicerchia e proprio io interrompa questa catena''.
Così abbiamo deciso di riprenderla con cura, l'abbiamo rivestita a festa, servendola fumante, d'inverno, dentro una calda pagnotta
con un filo d'olio extra vergine di oliva e i profumi dell'orto.
Sacro è il pane sulla tavola, fragranti sono gli aromi, dolce è la nostra
cicerchia della Marca di Ancona.
 
 
  XXII FIERA DEL FORMAGGIO DI FOSSA A TALAMELLO
XXII FIERA DEL FORMAGGIO DI FOSSA
4 e 11 Novembre 2007 - Talamello (PU)

Talamello, insieme a Sogliano al Rubicone, è la realtà storica e leader nella produzione del formaggio di fossa. La fiera si caratterizzerà per la sua dimensione tranquilla, priva di stress, nella quale si potrà “assaporare”, oltre allo squisito formaggio, l’atmosfera dell’antichissima tradizione della infossatura del formaggio.
La fiera proporrà, come ormai da tradizione, i gemellaggi gastronomici con altre produzioni tipiche e tradizionali (l’Ambra di Talamello si è già gemellata con il Lardo di Colonnata, il Ciauscolo dei Sibillini, la Lenticchia di Castelluccio di Norcia, l’Aceto Balsamico tradizionale di Modena, l’Oliva tenera ascolana, la Zucca mantovana) e l’utilizzo del formaggio di fossa in cucina con il relativo abbinamento a vini marchigiani e di altre regioni.
L'Ambra di Talamello
La presentazione del famoso formaggio che matura nelle fosse. Indaghiamo cultura, caratteristiche e peculiarità.
Ci rivolgiamo a quelle poche persone che ancora non conoscono uno dei formaggi piú famosi del Centro Italia, e anche a quelli che credono di averlo mangiato, pur cadendo nel tranello delle imitazioni. La peculiarità del prodotto risiede nella conformazione geologica delle fosse di arenaria gialle (da qui i famosi riferimenti all'Ambra di Talamello del poeta Tonino Guerra) ove si affina, scolpite a mano nel 1400 nei comuni di Talamello e Sant'Agata Feltria.
Il prodotto
Un formaggio tanto unico quanto prezioso, che merita di essere conosciuto in tutto il mondo. Morbido al palato, deve le proprie caratteristiche alla stagionatura in grotte, ove si crea un ambiente del tutto particolare. Investighiamone le caratteristiche, le origini e gli utilizzi gastronomici.
Le caratteristiche
Il ''formaggio di fossa'' è formaggio preferibilmente ''misto'', cioè di latte vaccino e di pecora, stagionato per circa tre mesi nelle cosiddette ''fosse''. La piú importante peculiarità del prodotto è proprio l'irregolarità della forma. Si presenta di colore dal giallo paglierino al nocciola pallido e di pasta chiara e morbida. La struttura è friabile e il sapore delicato e leggermente piccante. L'aroma di fungo può essere una sua caratteristica, insieme a quello di castagna lessa, al sentore di cantina, di telo e di chiuso, che perde appena si mastica. Il prodotto deve il proprio sapore ricco all'ambiente anaerobico che si crea nelle fosse sigillate ermeticamente. Al loro interno infatti la temperatura si mantiene costante tra i 17° e i 20° per tutti e tre i mesi di stagionatura, mentre l'umidità relativa sfiora il 100%.
Le fosse, la stagionatura e la tradizione
Le fosse di arenaria in cui si conserva il formaggio, sono poche e ben curate, preziose quasi come delle miniere d'oro. Sono sparse nel ristretto territorio dei Comuni di Talamello e Sant'Agata Feltria, due borghi dell'entroterra pesarese, ai confini con la Romagna.
Le fosse vengono ripulite e asciugate in estate con un falò di paglia e sterpi poi, dopo aver sistemato un contenitore per il liquido sul fondo, si ricoprono le pareti con un'intelaiatura di legno e canne foderata di paglia. Una volta piene, le fosse si chiudono con tavole e gesso, per aspettare la riapertura di novembre, quando finalmente il formaggio ha acquistato tutte le sue speciali peculiarità.
La cerimonia dell'infossatura avviene proprio in Agosto, mentre agli inizi di Novembre le forme vengono estratte, senza fretta. A questo punto, i visitatori potranno osservarle semivuote, e c'è da scommettere che rimarranno stupiti dal colore ambra delle arenarie, dall'intenso odore di tartufo e dall'assenza di umidità. La tradizione dell'infossatura del formaggio è stata ripresa 20 anni fa.
Le origini provengono dalla leggenda
Secondo la leggenda, il tipico formaggio di fossa deve il suo particolare aroma alla nascita in una terra di confine. Pare infatti che intorno al 1400 i contadini, per difendersi dai saccheggi, presero l'abitudine di nascondere le provviste nelle fosse di tufo. A novembre, una volta partiti gli eserciti e finite le scorrerie, le dissotterrarono e scoprirono che il formaggio aveva cambiato le proprie caratteristiche organolettiche.
Per raggiungere Talamello:
Dall'A14 uscire, secondo la provenienza, a Rimini Nord o a Rimini Sud (seguire le indicazioni Sansepolcro - Novafeltria). In mezz'ora si raggiunge Talamello.
Oppure, per chi proviene da Nord: uscita al casello Cesena Nord dell'A14, prendere la E45 in direzione Roma, uscire a Sarsina, verso S.Agata Feltria,Talamello , Novafeltria.
Per chi proviene dal centro Italia, raggiungere Sansepolcro (AR) e percorrere la E45 in direzione Cesena, uscendo a Sarsina, verso S.Agata Feltria, Novafeltria ; oppure a Sansepolcro prendere la SS 258 ''Marecchiese'', verso Rimini, Novafeltria, Talamello.
 
 
  XXX SAGRA MERCATO DELLA CASTAGNA A MONTEMONACO
SABATO 27 e DOMENICA 28:
30a SAGRA MERCATO DELLA CASTAGNA

Il 27 e 28 ottobre a Montemonaco, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, si svolge la tradizionale Sagra Mercato della Castagna per promuovere e far conoscere a tutti la bontà dei marroni locali. Nel territorio di Montemonaco vi sono diverse zone con castagneti secolari: qui le varietà colturali di castagno trovano, nell'ambiente puro ed incontaminato, un fattore congeniale al loro sviluppo biologico naturale senza aggiunta di concimi. Si ottengono così marroni sostanziosi ad aroma spiccato, di buon sapore zuccherino, con polpa soda ma non legnosa, facili da sbucciare.

Nel centro storico di Montemonaco per la Sagra Mercato della Castagna vengono allestiti caratteristici stand gastronomici per gustare tanti dolci di castagne preparati dalle donne del paese secondo antiche e genuine ricette. Si possono mangiare le famose caldarroste, cotte al momento e assaggiare il vin-brulé, buon vino caldo aromatizzato con spezie e zucchero, mentre bolle in un caldaio. La ''Cucina dagli Antichi Spori'' offre ai visitatori la possibilità di gustare succulenti piatti della cucina locale come fagioli e cotiche, polenta gratinata, agnello alla brace.

La Sagra Mercato costituisce anche l'occasione per acquistare, direttamente dai produttori della zona, i marroni freschi insieme ad altri prodotti tipici: tartufi, noci, nocciole, mele rosa, formaggi, funghi. Il tutto immersi nello splendido scenario dei Monti Sibillini, accompagnati dal magico suono dell'organetto e dal canto degli stornellatori.

Ecco il programma dettagliato della manifestazione:
Sabato 27
11:00 APERTURA MERCATO DEI PRODOTTI LOCALI E STANDS TIPICI
12:00 APERTURA DELLA ''CUCINA DAGLI ANTICHI SAPORI''
15:30 ANIMAZIONE PER BAMBINI
16:30 Gruppo Folk ''LI MAZZAMURELLI DE LI SIBILLINI''
20:00 SERATA DANZANTE CON MUSICA LISCIO E LATINO-AMERICANA (Presso i ''Torrioni'')
Domenica 28
10:00 APERTURA MERCATO DEI PRODOTTI LOCALI E STANDS TIPICI
11:00 APERTURA STANDS GASTRONOMICI E DELLA ''CUCINA DAGLI ANTICHI SAPORI''
15:00 SPETTACOLO DI ANIMAZIONE PER I BAMBINI
15:30 Gruppo Folk ''LI MAZZAMURELLI DE LI SIBILLINI''
17:30 SPETTACOLO : ''COMPAGNIA DEI FOLLI''
18:30 FUOCHI PIROTECNICI
20:00 SERATA DANZANTE (Presso i ''Torrioni'')

STAND GASTRONOMICI: ....................... dolci di castagne, caldarroste e vin brule', toteri, vino cotto con ciambella, panzetta in padella

CUCINA DAGLI ANTICHI SAPORI:.........fagioli e cotiche, penne all'arrabbiata, polenta gratinata, agnello alla cacciatora, braciola di maiale alla brace, salsicce alla brace, bruschette ai funghi e tartufo, olive all'ascolana, zuppa de lu pecorà

MERCATO PRODOTTI LOCALI:..............marroni, mele rosa, funghi, tartufi, formaggi, noci, nocciole.

ORGANETTI, STORNELLATORI, MANGIAFUOCO, TRAMPOLIERI, GIOCOLIERI,STRUTTURE GONFIABILI PER BAMBINI, GIOCHI POPOLARI.

Nei fine settimana di ottobre escursioni guidate nei castagneti;

Prenotazioni presso la Casa del Parco di Montemonaco (Tel. 0736/856462 - 338/6904069)

INFORMAZIONI: PRO LOCO MONTEMONACO 0736/856411

E-Mail: proloco@montemonaco.com
 
 
  FESTA DELLA LACRIMA E DEL TARTUFO
Festa della Lacrima e Tartufo
Sabato 20 e Domenica 21 Ottobre 2007 a Morro d'Alba (AN).
Questo vino è conosciuto sin dai tempi remoti. Narra la leggenda che già nel 1167 Federico Barbarossa lo potè apprezzare allorchè, posto l'assedio alla città di Ancona scelse come propria dimora il Castello di Morro d'Alba.
Questo vino si ottiene da un vitigno antico, il Lacrima per l'appunto, che veniva tradizionalmente ''maritato'' all'olmo e all'acero e si coltivava nelle colline che circondano Morro d'Alba.
Il nome di Lacrima si deve probabilmente alla forma sub ovale dell'acino e a quella piramidale del grappolo.
Deriva da un antico vitigno autoctono già conosciuto nel '600, mantenutosi nel tempo grazie alla perizia e alla volontà dei contadini del luogo che hanno saputo valutare l'importanza di questa produzione.
Il Lacrima ha infatti rischiato di pagare a caro prezzo la politica ''degli espianti'': stava, insomma, per scomparire se alcuni difensori-estimatori non fossero intervenuti per farlo riconoscere DOC.
Il Lacrima viene imbottigliato in due diverse epoche alle quali corrispondono due vini diversi. Imbottigliato precocemente, quando cioè gli zuccheri non sono totalmente svolti, il vino si rivela frizzante ed amabile.
Se invece lo si imbottiglia a fermentazione completata si rivela un eccellente vino da pasto. il futuro del Lacrima, a detta degli esperti, è roseo.
Viene prodotto in un ristretto comprensorio a Nord del fiume Esino, nella collina media e litoranea della provincia di Ancona.Comprende il territorio di Comuni con al centro Morro d'Alba che dà il nome al vino.
Sono esclusi i fondovalle e i versanti delle colline prospicienti il mare di Senigallia. Comprende, in tutto o in parte, 6 comuni. Nel 1985 ha avuto la certificazione come vino a Denominazione di Origine Controllata ed è ormai famoso fuori i confini nazionali.

Grande appuntamento a Morro d'Alba Sabato 20 e Domenica 21 per gustare l'incontro fra due Eccellenze gastronomiche marchigiane e gustare raffinati piatti e stuzzichini realizzati con Lacrima di Morro d’Alba e Tartufo di Acqualagna. Mostra mercato di prodotti tipici marchigiani.
 
 
  FESTA DELLA SAPA
6ª FESTA DELLA SAPA
Rosora (AN) - dal 19 al 21 ottobre
Alla riscoperta delle antiche tradizioni
Nella splendida cornice di Rosora, paese che si trova nella zona classica di produzione del Verdicchio denominata ''dei Castelli di Jesi'', si svolge dal 12 al 15 ottobre la 6ª Festa della ''Sapa''. E’ questo uno dei prodotti più tipici della tradizione culinaria della nostra regione e trae origine da un’antichissima ricetta contadina: si tratta del mosto concentrato mediante cottura che serve come condimento o per preparare mostarde.

Assaporando la sapa si ritorna indietro nel tempo e si riscoprono antichi sapori di un’era ormai passata eppure così vicina a noi, quando le pietanze semplici, povere ma così vere e naturali costituivano il ''desinare'' quotidiano dei nostri padri. Ecco allora spiegato il perché di questa festa proprio a Rosora, la cui storia è storia di generazioni di contadini, di popolazioni semplici, umili e silenziose, ricche di arguzia, di intraprendenza (le numerose botteghe di artigiani nel Castello segnate ancora dagli anelli in ferro dove attaccare l’asinello), che trovano nella Chiesa Parrocchiale l’espressione della propria vita umana e nelle grosse campane il ritmo per il tempo ripetitivo delle stagioni della semina e dei raccolti.

Partecipare alla festa, assaggiando la sapa, il vin brulé, gli squisiti antichi piatti di polenta, passeggiando per il paese di Rosora, significa riscoprire le nostre radici ed apprezzare un piccolo e prezioso gioiello, il ''balcone della Vallesina''. A tal proposito consigliamo di visitare la Chiesa Parrocchiale di San Michele del XVIII secolo, ove si conserva un bellissimo Crocefisso ligneo del ‘600, ritenuto miracoloso, opera artigiana di Pier Domenici Neofrischi, e di passeggiare per via San Michele, vero e proprio spaccato del XII secolo dove ancora si respira un’aria medievale.

Per informazioni: Comune di Rosora, tel. 0731/813963
 
 
  ANTICHI SAPORI E RICCHEZZE DEL BOSCO
Antichi Sapori e Ricchezze del Bosco
30 settembre, 6 e 7 ottobre 2007,a Cessapalombo (MC).

Domenica 30 settembre e sabato 6 ottobre e domenica 7 ottobre 2007 Cessapalombo ospita la tradizionale Festa degli Antichi sapori e ricchezze del bosco: un tuffo nel passato per riscoprire le nostre origini. Antichi mestieri e tradizioni che rivivono grazie agli artigiani-artisti di oggi. Esposizione e vendita dei prodotti tipici dell'alto maceratese. Canti tradizionali e stand gastronomici. In particolare, si effettueranno delle passeggiate guidate per i sentieri all'interno del Parco dei Sibillini (percorso delle Carbonaie, grotta dei Frati, gole del Fiastrone, lame rosse, con punti di ristoro ed attrazioni turistiche). Invece, nel centro abitato della frazione di Montalto, saranno in funzione stands espositivi con prodotti gastronomici, artiginanali e rurali locali per la valorizzazione delle bellezze naturalistiche del Parco dei Sibillini e della Vallata del Fiastrone.
 
 
  18° MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO
18ª Mostra Mercato del Tartufo e dei prodotti del sottobosco
Apecchio (PU) - 1, 7 e 8 ottobre

Anche quest’anno Apecchio si appresta a vivere la tradizionale Mostra Mercato dove protagonista è ancora una volta lui, il tartufo, che si propone al visitatore in tutte le sue varietà, dal bianco pregiato al nero, naturalmente in compagnia di altri prodotti dei nostri boschi: funghi, castagne e miele delle migliori qualità. Coloro che visiteranno Apecchio durante la Mostra Mercato del Tartufo potranno vedere anche un paese ricco di storia, con un bel centro storico, i vicoletti, le chiese, il Palazzo Ubaldini e il portico quattrocentesco con l’attiguo Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone, il ponte medievale, la torre campanaria.

Ma è di sera che la festa si accende di colori e sapori antichi: nelle osterie allestite nel centro storico è possibile assaggiare i piatti tipici locali come la coradella d’agnello, la polenta al cinghiale, le lasagne ai funghi, la selvaggina, le trote al cartoccio, per continuare con una miriade di crostini al tartufo e dolci tipici locali, il tutto accompagnato da vini di pregio abilmente selezionati.

Vari anche i momenti di spettacolo: gruppi musicali e attrazioni varie, come ogni anno verrà eletto Re Tartufo: un grande ospite d’onore del mondo dello spettacolo a livello nazionale.

Andare per osterie

Passeggiando per il centro storico è possibile sostare in una delle otto caratteristiche vecchie osterie, a sorseggiare dell’ottimo vino ed assaporare i gustosi piatti tipici preparati da simpaticissimi gestori. Si avrà così l’occasione di vivere il clima goliardico e genuino delle osterie di una volta!

Domenica 1 - Ore 9: apertura degli stands del tartufo - Raduno Auto Storiche

Ore 16,30: spettacolo itinerante di Paolo Casisa - Ore 17: concerti musicali dal vivo

Sabato 7 - Ore 9: apertura degli stands - Incontro motociclistico del Monte Nerone

Ore 16,30: gara cinofila - Ore 17: apertura ''Angolo dell’antiquariato''

Ore 18: Inaugurazione XVIII Mostra Mercato del Tartufo - Apertura delle osterie

Sfialata di gruppi folkloristici - Ore 20: musica dal vivo per osterie

Ore 22: spettacolo di musica e balli sud-americani i Cocos Locos con Michel Le Roy

Domenica 8 - Ore 9: apertura degli stands - Incontro motociclistico del Monte Nerone

Ore 16: premiazione dello stand più ricco di prodotti - Musica dal vivo

Ore 17: incoronazione Re Tartufo 2000 con importanti ospiti d’onore

concerto di Elio e le Storie Tese - A conclusione spettacolo pirotecnico

All’interno della manifestazione sono previste due iniziative molto interessanti:
il camper raduno (domenica 1) ed il moto raduno (sabato 7 e domenica 8).

Per informazioni: Comune di Apecchio, tel. 0722/989004
 
 
  CERRETO D'ESI FESTA DELL'UVA
A Cerreto d'Esi, dal 19 al 23 settembre, FESTA DELL'UVA.
Programma:
Tutte le serate, alle ore 20,00, apertura cantine tradizionali.
Cantine:
Cantina A.V.I.S.
Cantina S.S. Cerreto Calcio 1922
Cantina ''La Fiesta''
Cantina ''La Purge''
Cantina ''In vino veritas''
Cantina ''Al Vinacolo''
Cantina ''Giunta in Cantina''

Per avere visione del programma dettagliato consultare il sito:
www.festadelluva.it
 
 
  POLVERIGI: LA NOTTE DELLE STREGHE
La Notte delle streghe di Polverigi – Ci siano proprio: la “Festa delle Streghe” inizia sabato 23 settembre alle 19.00.
Con un grido forte e profondo tutto cade nella penombra. Il paese si trasforma e diventa una piccola città della Transilvania. Ogni tanto nelle vie del centro si sente una voce di una Strega, di una maga, di una fattucchiera che inseguita da uno zombi che strilla a qualche morto che è uscito dalla bara. Ci siano proprio: la “Festa delle Streghe” inizia sabato 23 settembre alle 19.00. Un brivido di terrore che cala nella città trasformata da Palcoscenico degli orrori. Alla festa partecipano migliaia di persone che rimangono senza fiato.
Le vie del paese sono illuminate da luci tenui poste all'interno delle zucche, elaborate e decorate come nella migliore tradizione di Halloween. Davanti alla porta fortificata ci saranno giocolieri, saltimbanchi, trampolieri, mangiafuoco e rappresentazioni teatrali con cortei di figuranti.
C'è da registrare poi la presenza di maghi, indovini, folletti e la possibilità di mangiare con loro deliziose pietanze a base di ''ricette delle streghe'', mentre la Pro Loco del paese è impegnata nel promuovere l'amaro delle streghe.
Il pezzo forte della serata è l’allestimento della scenografia del roccolo - la parte più antica del centro storico - di Polverigi. L'ambientazione è cupa, con luci basse, suoni e rumori scricchiolii che vengono dalle bare aperte nel castello: effetti meccanici e presenze inquietanti che si sovrappongo alla scenografia già predisposta nelle vie del centro storico. Anche gli animali hanno il loro ben d’affare.
Con uno stile dimesso: si va dai teschi agli scheletri, dalle zucche ai fantasmi, dai ragni ai gatti neri … e via dicendo. L'effetto è sempre fra il macabro e il comico che ricorda le numerose parodie che sono state fatte sul genere macabro. La scenografia intorno alle mura di Polverigi è molto ben curata. L’allestimento valorizza le caratteristiche delle vie, dei palazzi, dei giardini che sono presenti al suo interno, restituendo alla città di Polverigi un’area decadente e un po’ malinconica.
''La notte delle streghe'' ha un’attenta preparazione, fatta con maestria per i lavori artigianali, i laboratori d’arte e il gusto di fare le cose per bene, la presenza di un intero paese che racconta una favola. L'unico difetto è il costo del biglietto (costo 5 €).
Per avere ulteriori informazioni Pro-loco tel. 071.9068122 www.provincia.ancona.it/comuni/polverigi/.
 
 
  ORTEZZANO FESTA DEL VINO
Sabato 15 settembre e domenica 16 settembre 2007
Si svolge a Ortezzano
www.festadelvino.net
Giorni di degustazione e di festa dedicati a tutti gli amanti dell'ottimo vino e della buona cucina tradizionale.
Descrizione
Su di un piccolo altipiano,posto alla sommità di un colle,stretto nell'abbraccio del fiume Aso e del suo affluente Indaco, sorge Ortezzano,un paesino che conta poco più di ottocento abitanti. I vicoli suggestivi che si interrompono in slarghi improvvisi e inaspettate piazzette, danno vita ad un incantevole centro storico: è il cuore della Festa Del Vino che ripropone in modo allegro e travolgente uno dei momenti più significativi della vita contadina.
Fra i canti, i balli e le musiche,che fioriscono in angoli nascosti o occupano l'intera piazza, nasce la voglia di allegria: ci si scopre a sorridere allo sconosciuto di fronte, a tendere la mano al gruppo gaudente che ti passa accanto... si vuole sudare, sia al suono festoso dell'organetto o al ritmo sfrenato di un rock.
La rievocazione della pigiatura che ricostruisce le fasi della vendemmia,dalla raccolta dei grappoli alla pigiatura effettuata con i piedi,fino alla bollitura del mosto che diventerà vino cotto, è interpretata dagli abitanti del luogo che si improvvisano attori, traendo dai racconti degli anziani fatti ed aneddoti legati al rapporto padrone-contadino e delineando con freschezza ed ironia le condizioni sociali ed economiche della famiglia contadina dell'epoca.
Le esibizioni degli artisti di strada che si rincorrono per le vie del paese, riportano in vita d'un tratto il clima del periodo medioevale e, subito dopo, due passi più in là, si scopre ''l'uomo che viaggia'', portando danze funky, tra la gioia dionisiaca del rito collettivo e la palpitazione dell'imprevisto incombente.
I profumi del mosto del mistrà e del vino cotto, gli aromi e i sapori delle specialità gastronomiche legate alla nostra cultura ed esaltati dal gusto dei prestigiosi vini locali,assaltano i sensi ed il palato;l'intero paese è locanda e osteria e cantina: è un tuffo nel passato alla riscoperta di antiche e genuine tradizioni contadine, le buone cose di una volta mai dimenticate.
Contatti
Proloco di Ortezzano
Piazza Umberto I, 4
Tel. 0734.779181
 
 
  APIRO: TERRANOSTRA
Da martedì 7 agosto 2007 a mercoledì 15 agosto
Si svolge a Apiro
Sito Internet Ufficiale: www.festivalterranostra.net
Rilevante manifestazione di cultura e tradizioni popolari, nata nel 1970. Si svolge nella settimana di ferragosto.
Descrizione
Terranostra è una fra le più importanti manifestazioni del settore, sia a livello regionale che nazionale, alla quale partecipano gruppi provenienti da varie parti del mondo che, per una settimana, allietano le vie del paese con canti e balli.
Tradizioni e culture diverse per un solo messaggio: amicizia e pace fra i popoli.
L´unione fra i popoli trova la sua massima espressione in quella che è la più importante serata del festival: la ''festa paesana'', dove i gruppi partecipanti, offrono un ghiotto assaggio della cucina dei loro paesi d´origine, accompagnato dall´invito a condividere anche le loro danze, in una fusione col pubblico.

PROGRAMMA
8 AGOSTO
Ore 21.30
Piazza Baldini Presentazione ufficiale
e benvenuto ai gruppi ospiti

9 AGOSTO
Ore 21.30
Piazza Baldini


Spettacolo folcloristico
di 2 gruppi partecipanti
alla 37° edizione

10 AGOSTO
Ore 21.30
Piazza Baldini


Spettacolo folcloristico
di 2 gruppi partecipanti
alla 37° edizione

11 AGOSTO
Ore 21.30
Piazza Baldini


Spettacolo folcloristico
di 2 gruppi partecipanti
alla 37° edizione

12 AGOSTO
Ore 21.30
Piazza Baldini


Spettacolo folcloristico
di 2 gruppi partecipanti
alla 37° edizione

13 AGOSTO
Festa Paesana


Ore 19.00
Spettacolo minigruppo URBANITAS

Ore 20.00
Animazione dei gruppi
per le vie del paese

Ore 22.30
Assaggio piatti tradizionali
dei vari gruppi

14 AGOSTO
Art&terrA


Ore 18.00
Pista di Pattinaggio
Apertura mostra-mercato
enogastronomica,
artigianale ed etnica

Ore 19.00
Animazione con
gli stornellatori
per le vie del paese

Ore 21.30
Pista di Pattinaggio
Concerto di canti popolari

15 AGOSTO
Giornata Conclusiva


Ore 10.00
Chiesa di Sant'Urbano
Santa Messa solenne
con canti tradizionali
dei gruppi ospiti

Ore 11.00
Sfilata
dei gruppi folcloristici
per le vie del paese

Ore 17.00
Scambio dei doni
in Comune

Ore 21.00
Pista di Pattinaggio
Grande serata conclusiva
con la partecipazione
di tutti i gruppi

Informazioni
Segreteria Organizzativa
Tel. e Fax 0733.613048
Piazza Baldini, 1
62021 Apiro (MC)
 
 
  PALIO DI S. GINESIO
Si disputa il 15 agosto di ogni anno e vede protagonisti i quattro rioni di San Ginesio: Alvaneto, Ascarana, Offuna, Picena. La manifestazione si svolge in due fasi: al mattino viene maggiormente curato l'aspetto solenne della rievocazione, nel rispetto delle antiche tradizioni istituzionali e religiose; nel pomeriggio, in una stupenda scenografia naturale, ha luogo la gara tra i rioni che si sfidano nella giostra equestre dell¹anello. Fanno da cornice l'esibizione multicolore degli sbandieratori e le danze medioevali. Nei giorni antecedenti il Palio si svolge la manifestazione Ferro e Fuoco, nel corso della quale si respira l'atmosfera del passato per le strade e le piazze del centro storico, con giochi, spettacoli antichi, taverne.

INFORMAZIONI
ASSOCIAZIONE TRADIZIONI SANGINESINE
Piazza A. Gentili, 46
Tel.0733.656828 - Fax.0733.656068-653056
www.sanginesio.sinp.net
comune@sanginesio.sinp.net
62026 SAN GINESIO (MC)
 
 
  CALDAROLA LA GIOSTRA DE LE CASTELLA
Da domenica 5 agosto 2007 a domenica 12 agosto 2007
Si svolge a Caldarola (Macerata)
La manifestazione riprende un'antica tradizione della quale è fatto cenno negli Statuti comunali, che prevede una cerimonia per la consegna del doppiere da parte della Magistratura al Clero locale.
DescrizioneLa Giostra de le Castella viene ogni anno riportata alla luce lungo le vie del paese.
La rievocazione, che inizia la sera della prima domenica di agosto, vede protagonisti, in costume d’epoca, sbandieratori, musici, popolani, dame e cavalieri, nobili, armigeri, priori e autorità civili in rappresentanza dei 5 castelli.
I partecipanti percorrono in un corteo storico le 4 vie discendenti dal colle del Castello Pallotta e si riversano nella piazza principale, creando una suggestiva ambientazione.
Durante la settimana dedicata alla rievocazione, Caldarola sembra quasi tornare indietro nel tempo.
La manifestazione si conclude la seconda domenica di agosto, quando il corteo attraversa il paese e arriva in piazza per assistere alla giostra finale.
Informazioni
Comune Di Caldarola
Piazza V. Emanuele, 13
62020 Caldarola (MC)

Tel. 0733.905529
Fax 0733.905808
 
 
  CAGLI PALIO DELL'OCA
29 luglio 2007
Palio Storico Giuoco dell’Oca - XXI^ Edizione

Al via la ventunesima edizione della manifestazione che ogni anno ricopre di un velo di suggestiva tradizione mista a scatenato divertimento ogni angolo del paese
Finalmente ci siamo, tutto è pronto per l’evento che ogni anno fa esplodere in un carnevale di colori tradizione musica ed allegria la città di Cagli protagonista del Palio Storico Giuoco dell’Oca.
Dal 1987 sotto Palio, infatti, l’equilibrio della piccola cittadina viene puntualmente scardinato dall’euforia contagiosa di questa storica manifestazione, che ogni anno ricopre di un velo di suggestiva tradizione mista a scatenato divertimento ogni angolo del paese.
L’Associazione Giochi Storici ha, infatti, cominciato i preparativi per ridonare alla città i fasti del suo Rinascimento, un’epoca nella quale Cagli, era per importanza, la terza città del Ducato dopo Gubbio e Urbino. La manifestazione si aprirà il pomeriggio di sabato 4 agosto con la Taverna unica, presso il Chiostro di San Francesco, nella quale si potranno assaggiare pietanze tipiche della cucina cagliese, all’interno di un contesto architettonico ameno e suggestivo.
Domenica 5 agosto, alle ore 18:00 in Piazza Matteotti, si svolgerà il Palio dei bambini degno epilogo del campus che ha preparato i piccoli paggi alla sfida per la conquista della loro oca.
Poi si entra nella settimana del Palio, con le cerimonie della vigilia Sabato 11 dalle ore 18: la riconsegna dell’oca in ferro battuto, pregevole opera del maestro cagliese Tonino Cerretini, da parte di Sant’Andrea, vincitore della scorsa edizione; la nomina del Podestà da parte del Duca di Urbino; l’investitura dei 4 Capitani di Quartiere e le estrazioni di arcieri, balestrieri e cavalieri che verranno assegnati ognuno ad un diverso Quartiere ed, al termine, il sorteggio dell’ordine di tiro dei dadi per la domenica.
Al termine delle cerimonie in Piazza, il Corteo muoverà alla volta della Basilica Cattedrale per rinnovare l’alleanza e la preghiera di protezione al suo Santo Patrono Geronzio, il cui simbolo è una bianca oca.
Il già ricco programma di sabato verrà ulteriormente potenziato dal Gruppo di Sbandieratori e Musici della Città di Corinaldo e dal gruppo “La Pandolfaccia “di Fano che metterà in scena combattimenti e un accampamento militare all’interno del Centro Storico.
Durante la serata sarà possibile degustare pietanze tipicamente cagliesi quali la polenta con le lumache, gli arrosticini di castrato alla brace, i bigoli con i fagioli, le tagliatelle alla lepre e molte altre prelibatezze, all’interno delle taverne dei 4 Quartieri.
Alle 21 il banditore a cavallo seguito da tamburi e chiarine leggerà il bando all’interno del centro storico.
Domenica 12 è il giorno del Palio.
Alle ore 16:00, al suono della meridiana comunale, i Cortei dei 4 Quartieri si incontreranno sotto il Torrione martiniano da dove partirà la lunga sfilata, composta da oltre 400 figuranti in costumi storici rinascimentali, che percorrerà le vie cittadine per raggiungere, infine, il campo di gara, appena fuori le mura: l’Arena di Sant’Emidio.
Lo squillo delle chiarine, il suono dei tamburi, la lettura del bando e, infine, l’apertura della sfida tra i Quartieri dichiarata dal Magnifico Gonfaloniere, massima autorità cittadina, precederanno la competizione vera e propria.
A contendersi il Palio saranno i valenti paggi giocatori dei 4 Quartieri cittadini che si cimenteranno in competizioni classiche come il tiro alla fune, la corsa, i trampoli, la botte. Inoltre, prenderanno parte alla gara anche i gruppi storici degli arcieri, dei balestrieri e dei cavalieri.
Ma le vittorie dei giochi non basteranno a sancire il vincitore. La fortuna arriderà, infatti, al tiratore di dadi di Quartiere che riuscirà a raggiungere esattamente la casella 54 del classico gioco dell’oca, nella quale è raffigurato il Santo protettore di Cagli, Geronzio, e il suo simbolo: la bianca oca.
Terminata la competizione ognuno tornerà alla taverna del proprio Quartiere, solo uno festeggerà la vittoria, ma tutti festeggeranno Cagli che con il Palio torna ai suoi antichi onori e ripercorre la sua millenaria storia.

Per info: www.giochistoricicagli.it - info@giochistoricicagli.it
 
 
  I VENERDI' DI CAGLI FRA SOGNI E DESIDERI
''I Venerdì di Cagli tra Sogni e Desideri”
Tutti i venerdi di Luglio e il 3 e 31 agosto tutti in festa... a Cagli. C'è un sogno che si avvera, un luogo delle meraviglie dove prende forma una città immaginaria, astratta e inafferrabile, e colloca l'architettura reale nella dimensione surreale dell'immaginazione tra spazi di sogni e luoghi dei desideri. Una sorta di città che cambia forma e riflette lo spazio interiore di ciò che più vorremmo. E nel farlo il tempo e lo spazio come nei sogni si dilatano e si avverte il senso di piacevole smarrimento, un viaggio tra un azione e non azione, tra realtà e illusione, tra conscio e inconscio tra immaginazione e... come Alice nel Paese delle Meraviglie si inizia un viaggio fuori dal tempo e dallo spazio, un percorso divertente dove la fantasia ispira tutte le iniziative che animano i “Venerdì di Cagli tra Sogni e Desideri”. Un'iniziativa per offrire la possibilità anche ai turisti di trascorrere la bella stagione abbinando le bellezze di questi paesaggi con il divertimento degli spettacoli, delle iniziative culturali, degli artisti per strada e giocolieri, dei giochi per bambini, delle esposizioni artigianali e tante bancarelle. Sei venerdì di performance, installazioni, istantanee urbane, laboratori di scrittura, concerti, animazioni all'interno del centro storico della splendida città dell'entroterra delle Marche. Tra tutte le forme del desiderio, quelle più aspirate, faranno parte dello spazio dei sogni, ognuna delle quali rappresenterà il tema centrale di ogni venerdì e sarà il leit motiv che guiderà l'allestimento degli spazi e l'animazione delle serate tra musiche, installazioni e spazi dedicati a soste gastronomiche con menù sfiziosi e colorati. Si parte dalla Felicità, il bene supremo secondo Epicuro, il fine ultimo verso cui tende ogni uomo. Il secondo venerdì è dedicato alla Bellezza, come ricerca del gradevole, come componente dell'eros che rientra nei piaceri naturali. L'Arte è il tema centrale di venerdì 20 luglio; arte come espressione dell'amore verso sé stessi e gli altri. E infine, la Natura, i sentimenti, le emozioni, la poesia ispirati dalla totalità dell'universo, degli uomini e di tutte le forme viventi.
 
 
  PALIO DEL SOMARO
Palio del somaro e Sagra della tagliatella
Il Palio del Somaro nel 2007 si svolge il 14 e il 15 luglio 2007, in concomitanza con la 14^ Sagra della tagliatella a Mercatello sul Metauro, la cittadina marchigiana a pochi passi da Urbino, celebre per aver dato i natali a Santa Veronica Giuliani e per i suoi monumenti: Palazzo Gasperini, la Pieve Collegiata, il complesso monumentale di San Francesco, il tradizionale ‘Palio del Somaro’. “Il Palio” è un vero e proprio torneo fra le quattro contrade e si disputa per le vie della cittadina pesarese nella seconda metà di luglio. Le origini di questa singolare manifestazione sono da ricondursi ad un detto: “mercatellesi mangia somari”. In questo piccolo comune dagli inizi del 1600, si allevavano somari. La popolazione, in prevalenza boscaioli, utilizzava gli animali per il trasporto del legname, ma anche per quello delle persone che dovevano recarsi nella vicina Toscana e Umbria, valicando l’Appennino. Altro impiego, di vitale importanza, era legato alle forniture di sale. Dal Tirreno, commercianti e mercanti, transitavano lungo alcuni sentieri di questa parte dell’Appennino, nelle ancor oggi chiamate “vie del sale”, per rifornire e vendere il prezioso bene alimentare. Ovviamente, i somari, al termine della loro esistenza o in seguito ad incidenti di lavoro, venivano mangiati dagli abitanti di Mercatello. Da qui la nomea, servita da spunto per l’istituzione dell’originale “Palio”. Tornano dunque ad essere protagonisti, per l’ottavo anno consecutivo dell’originale corsa, i simpatici e cocciuti mammiferi. L’evento coinvolge l’intera popolazione che si abbandona a festeggiamenti consistenti in corse coi sacchi, gare di abilità gastronomiche, corsa di “birucini” (piccole autovetture a pedali con ruote in legno), l’albero della cuccagna, il taglio del tronco e la corsa del somaro. A contendersi l’ambito trofeo del Palio sono i quattro cantoni: La Baroccia, La Colombara, La Pieve e San Martino. A rappresentarle i rispettivi cavalieri contraddistinti dalle casacche raffiguranti lo stemma di ogni contrada e colori. Sulla gara vige un rigido e severo regolamento. Il percorso del Palio si snoda all’interno del centro storico e deve essere di tre giri per un totale di 2 km. Vince il somaro che tagli il traguardo per primo, anche se in groppa non ha più il suo fantino. Promotori dell’evento: la locale Pro Loco, supportata dal comune, nonché il lavoro dei tanti volontari e dei rioni.
 
 
  IL SOLSTIZIO D'ESTATE: TRADIZIONI POPOLARI
Ciclo del solstizio d’estate. E’ questo il tempo della mietitura, della festa dei campi; nessun’altra festa del maceratese vede riunite tante pratiche e credenze superstiziose e magiche come la festa di San Giovanni Battista, in particolare quelle degli innamorati che desiderano affrettare le nozze. Quella che precede San Giovanni, è la notte delle streghe per eccellenze. Molti credono che le streghe possono “operar fatture, cioè mediante parole, cerimonie e pratiche superstiziose destare e fomentare amori, porre impedimento a connubi, consumare lentamente la vita degli infanti”. La paura delle streghe è tanta che, per metterle in fuga, le donne mettono le scope dietro alla porta di casa, credendo così che le streghe, vedendo le scope, non possano fare a meno di contare tutti i fili di saggina da cui sono formate. La rugiada della notte della festa di San Giovanni è legata alla tradizione dell’acqua odorosa di San Giovanni: praticato un po’ ovunque nel maceratese è infatti il bagno con acqua intrisa di fiori. In piena estate si celebrava, e si fa tuttora, a Macerata, la Festa di San Giuliano (S. Gnulià l’Ospitaliere), patrono di Macerata. Secondo un autore la festa di San giuliano in origine era un mito solare, cioè San Giuliano vorrebbe dire risplendente, e non sarebbe che “il sole in leone”. La tradizionale fiera che si fa a San Giuliano risale invece al 1675, quando Clemente X concedette il “breve” che autorizzava la fiera per 15 giorni successivi. Oggi di tradizionale rimangono le specialità gastronomiche della “papera in umido e arrosto e dei maccheroni conditi con il sugo della papera”. Altra festa importante è quella delle Canestrelle, che consiste nell’offerta di grano alla Madonna. Siamo alla fine del solstizio d’estate, quando ormai i lavori della mietitura sono finiti e sulle aie si balla al suono dell’organetto. Fra l’offerta delle primizie della terra alla Madonna, maggiore importanza e solennità assume quella del grano. In questa festa si possono notare sopravvivenze di pratiche e culti antichissimi. L’offerta del grano alla Madonna, rievoca l’offerta del grano che gli antichi solevano fare in onore della dea Cibele. La festa delle Canestrelle o delle Cove, si è estesa anche alle cittadine e alle campagne del maceratese. Dalle piane del Chienti e Potenza, e dalle belle e ondulate colline, il grano giungeva al Santuario della Madonna della Misericordia di Macerata, prima sui carri tirati dai buoi, poi su autocarri, trattori e motorette adorne di fiori. Questa festa, che si fa ancora oggi, ai primi di settembre, è l’esaltazione più pura del lavoro dell’uomo e della sua schietta religiosità.

 
 
  VOLI DI GABBIANI IN MUSICA A TALAMELLO
Tante iniziative in programma a Talamello per tutta l'estate.
Mercoledì 4 luglio in Piazza Garibaldi il Duo Bucolico presenta Gabbiani voli di gabbiani e piccioni di e con Antonio Ramberti (piano e voce), Daniele Maggioli (chitarra e voce), con Franco Mongiusti (contrabbasso), Paolo Angelini (batteria), Gildo Montanari (fisarmonica)
Inizio spettacoli ore 21.30, ingresso libero.
 
 
  MERCATINO DELL'ARTIGIANATO LOCALE A SPINETOLI
Mercatino dell'artigianato locale da domenica 1 luglio si svolge a Spinetoli (Ascoli Piceno)il Mercatino dell'artigianato locale.
 
 
  LA FESTA DEL PANE A MAIOLO
La ''Festa del pane'': non la solita sagra paesana, ma un evento che esalta il rapporto con l'antica tradizione della fabbricazione del pane.
Un paese racconta il suo rapporto con i propri antichi sapori.
Da sabato 30 giugno 2007 a domenica 1 luglio 2007
Si svolge a Maiolo (Pesaro e Urbino)
 
 
  FESTA DEL MARE A PORTORECANATI
Festa del Mare a Portorecanati
È una delle feste più caratteristiche della città e si svolge nella seconda domenica di luglio. In questa occasione i pescherecci del luogo sfilano in solenne processione trasportando il quadro della Madonna del Soccorso, raffigurante Maria con Gesù Bambino in braccio. Secondo la tradizione, la tela è stata rinvenuta in una cassa in fondo alla rete di un pescatore salvatosi miracolosamente dalla tempesta.
 
 
 

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